cronaca

Quattro anni di carcere ai fratelli che sfregiarono barista a bottigliate

mercoledì 14 giugno 2017
Quattro anni di carcere ai fratelli che sfregiarono barista a bottigliate

Dovranno scontare rispettivamente 4 anni di reclusione più 3.000 euro come risarcimento e 4 anni, 8 mesi e 7.000 euro di risarcimento in via provvisoria, oltre alle spese per la costituzione della parte civile. Questo il verdetto della sentenza, pronunciata nel pomeriggio di mercoledì 14 giugno, dal giudice del tribunale di Terni dopo oltre un'ora di camera di consiglio, nei confronti dei due fratelli di 24 e 20 anni di origine moldava, finiti in manette lo scorso 26 maggio per l'aggressione ai danni di titolare e avventore di un bar di Fabro.

A seguito dell’aggressione subita, il barista era stato operato d'urgenza per la perforazione di un polmone, mentre il cliente era stato medicato al pronto soccorso per ferite lacero-contuse che gli sono costate ben 18 punti di sutura. Il reato contestato inizialmente dai carabinieri nei confronti degli stranieri che visibilmente ubriachi, chiedevano di consumare altro alcool, era stato quello di tentato omicidio.

Il pm Raffaele Iannella ha invece contestato la lesione aggravata dal pericolo di morte della persona offesa con l'applicazione degli arresti domiciliari nel corso dell'udienza per direttissima. Secondo quanto riferito dai militari dell'Arma, la coppia di stranieri, di fronte all'alcool negato ha reagito violentemente rompendo in testa all'avventore una bottiglia di vetro per poi ferire al petto con i cocci il titolare dell’esercizio.

Mentre gli aggressori fuggivano a gambe levate dal bar, gli altri clienti hanno avvisato il 112 chiedendo anche l’intervento di un’ambulanza per soccorrere i feriti e soprattutto il giovane titolare che continuava a perdere sangue. Giunte sul posto, una pattuglia della stazione di Fabro insieme ad una gazzella del Nucleo radiomobile di Orvieto, coordinate dal maggiore Marco Rovaldi dopo aver verificato le condizioni delle vittime dell'aggressione trasportate d'urgenza al Santa Maria della Stella davano inizio alla ricerche. I due fratelli erano stati rintracciati poco dopo lungo la provinciale 54.

Soddisfazione per l'esito è stata espressa dall'avvocato Iuri Fucili, il legale difensore delle persone offese. Alla pronuncia della sentenza, la madre di uno dei due arrestati, difesi dall'avvocato Francesca Carcascio – entrambi gravati da precedenti penali e già contravvenzionati due mesi fa per ubriachezza molesta dai carabinieri di Ficulle – è svenuta in aula ed è stata trasportata in ospedale per accertamenti dal personale medico sanitario del 118.

"Nessuna condanna - commenta il sindaco di Fabro, Maurizio Terzino - ripagherà mai le vittime della violenza subita, ma una condanna in tempi sufficientemente rapidi restituisce un po' di giustizia in un Paese in cui se ne sente estremamente il bisogno".

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