cronaca

Terremoto, anche gli architetti nella ricostruzione

sabato 18 febbraio 2017
Terremoto, anche gli architetti nella ricostruzione

Anche gli architetti parteciperanno alla ricostruzione e alla messa in salvaguardia del patrimonio dei beni architettonici, storico artistici, archivistici, bibliografici e culturali dell’Umbria. E’ la risultanza della intensa mattinata di venerdì 17 febbraio presso la sede della Fondazione Umbra per l’Architettura ‘Galeazzo Alessi’, a Palazzo della Staffa, in piazza Danti a Perugia, dove era in programma il Seminario organizzato da ordine degli architetti e FUA, dal titolo “Sisma 2016, la gestione dell’emergenza terremoto per i beni architettonici, storico artistici, archivistici, bibliografici e culturali”. Un Seminario parte delle attività promosse da Ordine e FUA sul tema dell’emergenza dei beni culturali e privati prima, durante e dopo il terremoto.

Tanti i temi sul tavolo, a partire dalla gestione dei beni architettonici e storico-artistici nell’emergenza terremoto, sulla quale ha riferito la dottoressa Marica Mercalli, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, rispondendo all’appello di Paolo Vinti, Presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Perugia, affiancato come sempre dalla Vice presidente Veronica Benedetti e dalla Responsabile scientifica della Formazione Maria Luisa Guerrini.

“Con lo spirito di collaborazione e la massima sensibilità di sempre verso il patrimonio storico e culturale - ha spiegato Vinti -, gli architetti intendono affermare la loro disponibilità alla visione e alla ricostruzione fisica, culturale, sociale ed economica della nostra regione. Gli architetti si sentono esclusi dalle attuali dinamiche post-terremoto, mentre sono convinto della mancanza di una visione complessiva della ricostruzione, che deve essere anche quella di un tessuto sociale, economico e culturale, fondamentale per evitare l’abbandono dei nostri territori da parte delle popolazioni. Ho però registrato da parte della Soprintendente sensibilità ed attenzione ai temi che le abbiamo sottoposto e di questo sono soddisfatto. Uno di questi temi è la semplificazione, atta a ridurre gli effetti corruttivi che si verificano nei meandri della burocrazia, per rendere possibile in tempi rapidi l’approvazione dei progetti”.

Dal canto suo la dottoressa Mercalli aveva effettuato un lungo excursus, corredato da immagini inedite relative agli interventi sul territorio colpito dal Sisma, spiegando come in questi primi mesi si è potuto operare esclusivamente per salvaguardare l’incolumità delle persone e per la riapertura delle strade. “Ora siamo una unica Soprintendenza - ha spiegato - che si occupa della tutela e si rapporta con gli enti locali. Abbiamo all’attivo una unità di crisi regionale per il Sisma, divisa in tre settori: unità operativa per la messa in sicurezza; unità operativa di cantierizzazione per la messa in sicurezza; unità operativa per i beni mobili e la loro salvaguardia. E a questo proposito siamo orgogliosi del deposito al Santo Chiodo di Spoleto, un vanto per la nostra regione, dove tra l’altro da lunedì sarà attivo il laboratorio di restauro, unico in Italia, in cui presteranno la propria opera anche tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze”.

A sua volta l’architetto Filippo Battoni, Responsabile per la Regione della sezione salvaguardia dei beni culturali in emergenza-Alta formazione, ha illustrato agli architetti le nuove normative che in teoria aprono al loro coinvolgimento nelle dinamiche della ricostruzione. Importante anche il messaggio del dottor Mario Squadroni, Soprintendente archivistico e bibliografico per Umbria e Marche: “Per poter effettuare una ricostruzione dell’edificio di rilevanza culturale dov’era e com’era - ha spiegato - la funzione degli archivi è fondamentale. Anche gli archivi fanno parte dei beni culturali, storici ed amministrativi e meritano di non essere annoverati come ‘minori’”.

 

 

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