cronaca

Emendamento Germani? Un vero e proprio boomerang!

martedì 16 agosto 2016
di Stefano Olimpieri - Capo gruppo Identità e Territorio
Emendamento Germani? Un vero e proprio boomerang!

In questi due anni di gestione Germani non è stata fatta nessuna riforma strutturale, tanto che le promesse del Sindaco, del PD e dei loro “satelliti” sono rimaste tutte sulla carta. Anche sulle politiche di bilancio i flop si sono sprecati fino ad arrivare al super flop della bocciatura della tanto sbandierata rimodulazione del Piano di riequilibrio.

Prima di evidenziare il boomerang che li ha colpiti in testa, occorre sempre ricordare che in questi due anni non sono stati minimamente capaci di andare incontro alle famiglie ed alle imprese orvietane attraverso la diminuzione della pressione tributaria, per un importo che sarebbe potuto arrivare a quasi 3 milioni di euro (tanto è l’ammontare dell’avanzo accantonato negli esercizi 2014 e 2015): tra le altre cose in questi due anni Germani, Gnagnarini ed il PD hanno rinegoziato mutui per più di 8 milioni di euro al solo fine di avere vantaggi immediati sul costo degli oneri finanziari, addossando alle giovani generazioni maggiori costi per circa 2 milioni di euro.

Ma la ciliegina sulla torta è stata piazzata a maggio con l’approvazione del conto consuntivo 2015 e con l’approvazione di un emendamento a firma del Sindaco, allo stesso conto consuntivo collegato; Infatti, la maggioranza consiliare formata dal PD, dalla lista civica “per andare avanti” e SEL ha approvato un emendamento con il quale si andava a determinare una partita finanziaria pari a 3.926.937 euro il cui unico scopo era quello di preparare le basi per presentare la rimodulazione del Piano di riequilibrio al fine esclusivo di far passare questa rimodulazione come una grande vittoria politica e, soprattutto, per chiudere il cerchio del sistema clientelare e per giocare la carta delle promesse di nuove assunzioni in Comune: come avevamo denunciato in Consiglio Comunale l’emendamento Germani altro non era che un’operazione di natura esclusivamente finanziaria, finalizzata – nella sostanza – ad incrementare l’attivo di bilancio per uscire anticipatamente dal pre-dissesto e, contestualmente, a diminuire le tutele ed i fondi per potenziali perdite di bilancio future, oltre ad ipotecare pesantemente il futuro della città.

Siamo sicuri che né Germani, né tantomeno i Consiglieri della maggioranza, abbiano capito cosa stessero discutendo e votando, e quali fossero le conseguenze che da quel voto sarebbero derivate. Oggi che la rimodulazione del Piano è stata sonoramente bocciata dalla Corte dei Conti, aspettiamo che venga riportato in Consiglio Comunale il conto consuntivo 2015 per ristabilire la situazione quo ante a quella dell’emendamento. E sarà in quella sede che Germani, Gnagnarini e tutta la maggioranza dovranno chiedere scusa alla città per aver cercato, con operazioni esclusivamente finanziarie, di prendere in giro gli orvietani e di addossare alle future generazioni il peso della loro arroganza e incapacità.

A distanza di pochi mesi risulta incontestabile che quell’emendamento si sia rivelato un vero e proprio boomerang politico e che nel tornare indietro dalla Corte dei Conti colpirà Germani e Gnagnarini in piena fronte.


Nota di: Stefano Olimpieri - Capo gruppo Identità e Territorio

 

Olimpieri si rivolge alla Corte dei Conti. Corrette le poste di bilancio iscritte?

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