cronaca

Cartolina 2 da Val di Paglia Bene Comune: la riva destra a valle del Ponte dell'Adunata

martedì 19 aprile 2016
Cartolina 2 da Val di Paglia Bene Comune: la riva destra a valle del Ponte dell'Adunata

Prosegue l'operazione-cartoline promossa dall'Associazione Val di Paglia Bene Comune. Dopo la prima cartolina inviata all'inizio del mese, eccone un'altra riguardante la riva destra a valle del Ponte dell'Adunata, accompagnata da "qualche considerazione e qualche domanda per far risaltare la differenza tra cosa è e cosa avrebbe potuto essere". Di seguito la nota in versione integrale diffusa dall'associazione:

Ecco ciò che si vede affacciandosi dal ponte dell'Adunata e guardando sulla riva destra del Paglia. Sappiamo che quest'arginatura arriverà fin sotto il depuratore e sarà di difesa passiva dalle acque di una eventuale piena per la zona di abitato più vulnerabile di Orvieto Scalo. E' l'opera più imponente di quelle previste e torniamo a segnalare la mancanza di una visione prospettica e di un rendering che renda comprensibile l'aspetto del manufatto una volta terminato.
Per le ragioni spiegate nella prima cartolina, sospendiamo il giudizio riguardo l'efficacia e la congruenza.

Per ciò che concerne la possibilità che l'opera contribuisca alla rigenerazione urbanistica della zona, trasformando l'attuale “terra di nessuno” in un parco fluviale accessibile ed attrattivo, ecco qualche rapida considerazione e qualche quesito relativo. L'impianto sportivo De Martino, il ciclodromo e le aree circostanti sono mantenute decorose solo dagli appassionati. Con pochi interventi mirati possono offrire opportunità e servizi e diventare impianti integrati per il Rugby, che registra uno straordinaria crescita di consenso qui ad Orvieto e per il ciclismo, oltre al ciclodromo sarebbe da ripristinare il tracciato per il cross e integrare quelli per Bmx e Mountain bike. Si costituirebbe un “polo per lo sport di cittadinanza”. Come verranno prese in considerazione le tante ipotesi fatte durante mesi di progettazione partecipata?

La lunga scogliera e il terrapieno, offrono opportunità per ampie passeggiate vicino al fiume e lontani dalle strade, anche quelle in costruzione. Come saranno pavimentate le sommità perchè siano “ippo-ciclo-pedonali”? E' stata curata la percorribilità pedonale sotto il ponte e dunque l'accessibilità da Orvieto Scalo? Come si realizzerà l'accesso da via Ulderico Stornelli? Dove saranno posizionate le fontanelle? Cosa si pensa di piantumare? Come si realizzerà la passerella a valle della briglia?

Se quadri politici e tecnici dell'amministrazione comunale avessero curato una progettazione organica di riqualificazione, doverosa all'indomani della “piena”, avremmo già avuto le risposte. Che invece mancando diventano urgenti e necessarie ora. Da parte dell'autorità politica (Comune), tecnica (Bonifica) ed esecutiva (ditte appaltatrici) perché sia tutto chiaro lungo la catena dalla decisione alla realizzazione.

Chiudiamo questa cartolina con una battuta. Qualche tempo fa è stato presentato un progetto per la riqualificazione della cosiddetta Porta di Orvieto che riguarda il pezzo di SS 205 tra il casello e il Centro commerciale. E' necessaria anche quella, ci mancherebbe, ma non prioritaria, né esclusiva. In assenza di qualsiasi attenzione al fiume e alla qualità della vita degli abitanti di questa zona, un nostro associato, sconsolato ha commentato: « è come aver messo il vestitino della festa ad una bambina senza cambiarle le mutandine sporche. Solo apparenza!»

Come già per la prima cartolina, rimaniamo in attesa di risposte e opportunità di chiarimento. Qui sotto, una veduta del parco fluviale di Palazzolo sull'Oglio. Tra la prima immagine e questa misuriamo la distanza tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.

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