cronaca

Intorno alla Rupe cresce l'economia della Grande muraglia, in molti vogliono vendere ai cinesi

giovedì 24 marzo 2016
Intorno alla Rupe cresce l'economia della Grande muraglia, in molti vogliono vendere ai cinesi

Case, ristoranti, alberghi, aziende avviate, bar: da Orvieto a Baschi, passando Per Castel Viscardo e Allerona, in tanti vogliono vendere ai cinesi che, a quanto pare, comprano senza farsi troppi scrupoli. Sotto la Rupe sta nascendo una solida muraglia del commercio cinese che oggi non è più soltanto negozi pieni zeppi di qualsiasi cosa o il classico ristorante dove si servono ravioli e involtini primavera.

L’economia cinese a Orvieto e nell’Orvietano è una realtà che comincia ad avere il suo peso. Tra la fine del 2015 e l’inizio dell’anno nuovo un noto albergo di Orvieto Scalo è stato acquistato da un imprenditore cinese. Ma non è solo questo “l’affare” che ormai porta la firma dei figli della Repubblica popolare.

Tutto nasce sul finire - sempre che siano finiti - degli anni della crisi. Secondo la fondazione Italia-Cina, più di 90 gruppi cinesi (Hong Kong esclusa) avevano una presenza in aziende italiane alla fine del 2013. Secondo il Financial Times , nel 2014 l'Italia è stato l'obiettivo principale dello shopping cinese in Europa. Dei 6 miliardi di dollari complessivamente investiti nel Vecchio continente, quasi 4 miliardi sono piovuti da noi. Dopo Gran Bretagna e Francia, l'Italia è il terzo Paese europeo per ammontare degli investimenti cinesi davanti a Germania, Grecia, Portogallo e Spagna. E questi dati sono continuati a crescere per tutto il 2015.

L’Umbria non è rimasta fuori da questo fenomeno, tantomeno Orvieto. E gli imprenditori locali si sono accorti che è più facile vendere a un investitore cinese rispetto ad un italiano. Ma come fare? Intanto Orvieto non è una metropoli e già il “passa parola” ha il suo effetto. Ma se proprio si vuole fare le cose in “regola” l’attenzione si rivolge sui portali on line specializzati. Sono decine i siti che promuovono annunci di vendita - immobili e attività commerciali - in italiano e cinese.

I numeri delle visite di questi siti mettono paura e gli affari si fanno. Nell’elenco dei “beni” messi in vendita sul “mercato” cinese c’è una nota tabaccheria di Ciconia con area scommesse, lotto, superenalotto e valori bollati. Il tutto ad un prezzo di 510mila euro. Ma c’è anche una nota azienda orvietana impegnata nell’assistenza informatica che vende attività e capannone, sempre nell’area commerciale di Ciconia, ma in questo caso si preferisce la “trattativa riservata”.

Ma non c’è solo Orvieto. A Baschi, per esempio, si vende per 1milione e 500mila euro un immobile con appartamento, attività di ristorazione e affittacamere. Spostandoci verso Allerona, e restando sopra il milione di euro, si spera di vendere all’investitore cinese il capannone e i macchinari di una nota impresa per la lavorazione del marmo.

Più in alto a Castel Viscardo, i portali di “intermediazione commerciale” tra Cina e Italia mettono in vendita sia un capannone nella zona industriale Le Prese a 150mila euro, sia un palazzetto nel centro abitato del paese per 130mila euro.

 

 

 

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