cronaca

Punti nascita, Orvieto sotto i 500 ma la deroga è possibile

martedì 12 gennaio 2016
Punti nascita, Orvieto sotto i 500 ma la deroga è possibile

Una questione di numeri, solo una questione di di numeri. Il Ministero della Salute, prima che si chiudesse definitivamente il 2015 ha inviato alle Regioni italiane il testo di una ormai nota circolare che da anni indica a 500 parti il tetto minimo per il mantenimento del punto nascita dei presidi ospedalieri.

Entrando nel dettaglio, ormai dal 2010 la Conferenza Stato-Regioni ha individuato la soglia parti a 500 annui (la comunità europea a 1000 ndr), ma sono state introdotte anche delle deroghe che le Regioni possono applicare in particolari casi come è già stato praticamente fatto altre volte per Orvieto. Per questo motivo, considerando gli investimenti fatti proprio negli ultimi anni sul reparto di Ostetricia e Ginecologia del Santa Maria della Stella, con la sala parto interna e le te suture per il parto in acqua, su Orvieto le preoccupazioni - peraltro già fugate nell'incontro di fine anno con l'assessore Barberini dal direttore generale Fratini - sono limitate rispetto, invece, ad altri presidi umbri.

Al 31 dicembre l'ospedale di Orvieto ha chiuso con 491 parti. Situazione ben diversa da Castiglione del Lago 259 parti, 394 Narni e 328 Pantalla. Addirittura Spoleto a 428. Per il Santa Maria della Stella solo dieci parti in meno rispetto al 2014. Inoltre Orvieto vive una condizione particolare di ospedale di "confine" accogliendo un consistente bacino di utenza dal Lazio, Regione con la quale sussiste un accordo sanitario. Nel caso peggiore, dunque, i primi punti nascita disponibili sarebbero tra gli 80 e i 100 chilometri (Terni o Viterbo).

"Si continuerà a investire sull'ospedale, sia nei reparti che lo pongono a livelli alti nella gestione dell'emergenza urgenza, sia in altre strutture del presidio come il punto nascita che raccoglie un bacino d'utenza decisamente vasto garantendo standard di sicurezza alti", aveva specificato proprio il diggi Fratini al fianco dell'Assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, che allo stesso modo aveva tracciato le intenzioni di un potenziamento del presidio orvietano in virtù anche delle sue funzioni regionali.

Sembrano, dunque, esserci tutte le condizioni per una "deroga" al decreto, anche se prima di cantare vittoria bisogna sempre attendere la firma degli atti.

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