cronaca

Crisi Tione per la Cgil: "Un disastro annunciato"

mercoledì 27 maggio 2015
Crisi Tione per la Cgil: "Un disastro annunciato"

“Si è conclusa nel peggiore dei modi la storia produttiva di una delle più importanti aziende agroalimentari dell’Orvietano ed è, insieme ai lavoratori e alle loro famiglie che pagano il prezzo più caro, un intero territorio a subire un ulteriore colpo al proprio sistema economico” si legge in un comunicato stampa della Flai Cgil di Terni e della della Camera del Lavoro di Orvieto

“Alla scadenza del bando per l’affitto dell’azienda, previsto per il 25 maggio 2015, non risultano pervenute offerte e, a meno di imprevedibili, seppure auspicabili, colpi di scena dell’ultima ora, questo significa 3 cose: azienda chiusa; lavoratori in mobilità dai prossimi giorni; lavoratori senza alcuna copertura economica per oltre 6 mesi, cioè dalla data di fallimento (dicembre 2014) alla data di apertura della mobilità (prevedibilmente giugno 2015), considerato che in mancanza di una manifestazione di interesse non è possibile attivare, anche retroattivamente, la cassa integrazione straordinaria. Un completo disastro!

“Come Flai di Terni e Camera del Lavoro di Orvieto – continua il comunicato – abbiamo lanciato ripetuti allarmi circa la necessità di intervenire in tempi rapidi, dato che una attività produttiva più a lungo resta ferma e meno possibilità ha di ripartire. I fatti, nostro malgrado, ci danno ragione.
E’ evidente che la responsabilità di aver condotto l’azienda al fallimento è della proprietà che, dopo averla acquisita nel 2013, ha operato scelte a dir poco confuse e scarsamente trasparenti, fino al tentativo di cederla attraverso l’apertura del concordato in continuità, poi concluso con il fallimento”.

“ Tuttavia, continuano i sindacati, resta il rammarico per aver visto sfumare ogni occasione di ripresa produttiva e di copertura economica dei lavoratori attraverso gli ammortizzatori sociali. Troppo spesso, come in questo caso, i tempi delle procedure di legge sono distanti dai processi economici poiché è evidente che un’azienda ferma da mesi, depredata dai ladri, priva della linea di imbottigliamento più competitiva, fatichi a trovare pretendenti. L’ultima possibilità alla quale lavorare è quella di cercare, nella fase di cessione del compendio produttivo, imprenditori interessati al rilancio e non a meri investimenti immobiliari”.

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