cronaca

Spagnoli (Consap): "L'allarme è rientrato, ma le misure anti-ebola restano inadeguate"

lunedì 12 gennaio 2015
Spagnoli (Consap): "L'allarme è rientrato, ma le misure anti-ebola restano inadeguate"

All'indomani dell'allerta scattata nella giornata di domenica 11 gennaio sul presunto caso di ebola, poi rivelatosi malessere, che ha interessato uno dei dieci profughi africani giunti ad Orvieto, la Confederazione sindacale autonoma di polizia denuncia "il pressapochismo con cui il Governo e in particolare il Ministro dell'Interno affrontano il problema dell'immigrazione".

"Questa volta - denuncia il segretario nazionale Stefano Spagnoli - la paura ebola ha toccato da vicino l’Umbria e precisamente la città di Orvieto dove sono arrivati 10 cittadini extracomunitari, sembra della Sierra Leone, per esser collocati in una struttura della zona. Uno di questi disperati non stava bene ed aveva la febbre e, per un paio d’ore, fintanto che i sanitari dell’Ospedale di Orvieto non hanno scongiurato il pericolo, si è sparsa la voce che potesse essere affetto dalla famigerata ebola, un allarme per fortuna poi rientrato.

"Stavolta - prosegue - è andata bene ma non possiamo continuare ad affidarci alla sorte. L’episodio ha posto chiaramente in evidenza quanto il pericolo di contrarre malattie sia concreto e reale e più vicino di quanto si pensi, e non si tratta più di tutelare soltanto la salute dei poliziotti e delle forze dell'ordine, che comunque non possono e non devono essere considerati come “carne da macello” ma qui è in gioco la pelle dei cittadini tutti. Polizia e Carabinieri hanno dovuto ricevere questi poveretti ad Orvieto dotati soltanto di semplici mascherine che peraltro, ci è stato riferito da alcuni sanitari, nel caso dell’Ebola sarebbero state assolutamente inutili e non avrebbero dato alcuna garanzia di protezione a chi li utilizzava (Vedasi protocollo operativo Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma)".

"Tutti noi - afferma il segretario - abbiamo visto, in televisione, quali e quante protezioni utilizzano coloro che hanno contatti con questa malattia. Ritengo che uno stato che si reputa credibile e civile non possa più permettersi di fronteggiare estemporaneamente il fenomeno migratorio, ormai fuori controllo e cronico nonostante quello che si vuol far credere agli italiani, che invece va trattato con il potenziamento di organici e mezzi per consentire che le visite mediche e l’identificazione delle centinaia di migranti che ogni giorno arrivano in Italia siano eseguite scrupolosamente e con le dovute protezioni e non nelle improvvisate strutture di destinazione collocate su tutto il territorio nazionale perché così si mette a repentaglio la salute delle forze dell'ordine ma anche di tutti i cittadini".

"E mai, come ora – conclude Spagnoli – visto anche l’allarme terrorismo che incombe sull’occidente e quindi anche nel nostro paese, è necessaria un’immediata inversione di marcia sull’intero sistema sicurezza che non può assolutamente essere considerato una spesa bensì un investimento. Il pericolo infatti non sono soltanto le malattie, di per sé già rilevante, ma anche la possibilità di non riuscire ad intercettare ed identificare possibili terroristi che giungono sulle nostre coste confondendosi tra migranti disperati.

E’ inutile che il Ministro dell’Interno dichiari di aver alzato il livello di attenzione ed allarme nel nostro paese perché le parole non bastano a fermare le braccia armate di questi “animali assassini” e perché altrimenti dovrebbe anche spiegarci con quali risorse e mezzi sono stati alzati i livelli di sicurezza nel nostro paese dal momento che che le forze dell'ordine hanno un vuoto d’organico complessivo di oltre 40.000 unità e i 2/3 dei loro veicoli di servizio fuori uso e, peraltro visto che, proprio domani, al Viminale si discuterà della chiusura di 251 uffici di Polizia sparsi su tutto il territorio nazionale. Il Governo ed il Ministro dell’Interno comprendano che non stiamo giocando a “Risiko” dove non si rischia niente".

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