cronaca

La guerra dei pendolari arriva in parlamento. Gallinella (M5S) interroga il ministro

mercoledì 23 luglio 2014
La guerra dei pendolari arriva in parlamento. Gallinella (M5S) interroga il ministro

L’eco della ribattezzata "guerra dei pendolari" arriva fino in parlamento. A sollevare il problema a Montecitorio è il deputato cinque stelle Filippo Gallinella con una interrogazione a risposta scritta presentata al ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi.

“La mobilità su ferro – afferma Gallinella - sta diventando una guerra fra poveri, fra comitati di pendolari, gli ultimi a fronteggiarsi umbri-laziali, che rivendicano il sacrosanto diritto di servizi efficienti e puntuali. Servizi che devono essere organizzati, in base alla cosiddetta legge Bassanini, dalle Regioni ormai alle prese con bilanci che non tornano. Serve un intervento centrale immediato. La normativa sul trasporto pubblico locale va aggiornata e il ministro Lupi deve evocare a sé le attuali competenze regionali per risolvere quella che sta diventando un’emergenza diffusa in tutta la penisola”.  Problemi si contano anche in Piemonte, Liguria, Veneto e Lombardia.

Per il deputato cinque stelle la protesta che ha visto lunedì 21 luglio l’occupazione dei binari ad Orte non va sottovalutata: “La scintilla che ha acceso la protesta del 21 luglio è stata la soppressione in via sperimentale da parte della Regione Umbria della fermata di Orte di due treni regionali veloci. Motivata ufficialmente dal sovraffollamento dei vagoni. Il problema vero è che le Regioni non sono più in grado di garantire un servizio su ferro adeguato e per far quadrare i conti penalizzano i cittadini dei territori limitrofi. Serve e pure in fretta una visione strategica, nazionale, sui trasporti. In gioco non c’è solo la mobilità e i servizi offerti ai cittadini ma anche le ricadute negative in termini economici e turistici”.

Il Comitato Pendolari di Orte, intanto, prende le distanza da chi descrive la manifestazione come violenta. "E’ vero - scrivono in una nota - che la situazione dei trasporti pubblici per i pendolari si sta facendo allarmante, ad un continuo aumento dei viaggiatori si è avuta in risposta una costante diminuzione dei treni, soltanto negli ultimi anni è stata tolta la fermata ad Orte per 5 treni, tutti nelle fasce cosiddette “dei pendolari” cioè di quelle persone che per studio o lavori devono recarsi giornalmente a Roma.

E’ vero che è urgente aprire dei tavoli per risolvere i problemi.Non è assolutamente vero che la protesta avvenuta ieri alla stazione di Orte sia stata aggressiva, se così fosse stato le forze dell’ordine presenti sarebbero intervenute. Non è assolutamente vero che i manifestanti abbiano fermato il treno a calci e pugni (come si può fermare un treno in transito con calci e pugni senza rischiare l’incolumità’).

La Regione Lazio si è resa disponibile ad aprire un tavolo di trattative con la Regione Umbria e a contribuire al pagamento del treno ma questo non è stato preso assolutamente in considerazione dall’assessore alla mobilità della Regione Umbria che non si è presentato all’incontro stabilito per la data dell’11 luglio".

Il Comitato pendolari di Orte crede fermamente nel diritto alla mobilità di tutti i pendolari e viaggiatori occasionali ma non può in ogni caso essere d’accordo sulle modalità con le quali la Regione Umbria pensa di risolvere il problema (togliendo la fermata di Orte), danneggiando così anche i residenti della bassa Umbria che prendono il treno alla stazione di Orte. Crediamo in una protesta pacifica e ragionata, ma non smetteremo di far valere le nostre ragioni contro quello che riteniamo sia un sopruso. Ci sentiamo in dovere di ringraziare le forze dell’ordine per l’ottimo lavoro svolto a garanzia della sicurezza delle persone".

"Avviata la sperimentazione sulla pelle dei pendolari"

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