cronaca

Lite tra i comitati dei Pendolari, è scontro sulla soppressione della fermata di Orte

lunedì 21 luglio 2014
Lite tra i comitati dei Pendolari, è scontro sulla soppressione della fermata di Orte

Va a finire in lite la discussione tra i comitati Pendolari della tratta Roma – Firenze dopo la decisione presa dalla Regione Umbria di eliminare la fermata di Orte per i treni RV2481 e RV2488. La cosa inizialmente non è piaciuta al Comitato Pendolari di Orte che immediatamente ha scritto una lettera al Ministro Lupi per esporre le proprie perplessità sulla scelta operata dalla Regione Umbria.

“L’eliminazione delle fermate (badi bene delle fermate non dei treni che continueranno a transitare) – avevano sottolineato i pendolari Ortani - creerà una marea di problemi ai pendolari che da Orte prendono il treno per andare a Roma per motivi di lavoro o studio. I treni soppressi si trovano in orari di punta (alle 8 al mattino e alle 18 al ritorno) e si genererà un sovraffollamento all’inverosimile sui treni immediatamente precedenti e successivi agli stessi. Questo in barba alle normative di sicurezza emanate dalla Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria ma anche al buon senso e all’ottimizzazione dei costi, perché centinaia di pendolari fermi in banchina vedranno sfilarsi davanti treni semivuoti.Si dice che le leggi sul federalismo consentano alla Regione Umbria di prendere tali decisioni, sembra infatti che il treno sia “umbro” perché lo paga l’Umbria”.
 
“Ci chiediamo Ministro – continuano da Orte - , non si può contattare l’assessore umbro competente (Silvano Rometti) per dirgli che si sta sbagliando? Come può la decisione di una singola persona rendere invivibile la vita di migliaia di famiglie? Ministro a Orte salgono centinaia di pendolari umbri che trovano più comodo venire a prendere il treno nella nostra stazione. I comuni di Amelia e Giove, entrambi in Umbria, hanno approvato deliberazioni a sostegno della nostra causa e contro la decisione di Rometti. Ministro quei treni fermano a Orte da 30 anni, quando ancora forse nemmeno le Regioni esistevano. Le chiediamo, ma come è possibile by-passare un crocevia importante come Orte? Ministro a Orte state per far costruire una seconda autostrada. Per favore, difendete il nostro territorio da questi attacchi vili! Orte non può solo subire il passaggio delle auto e dei treni, a Orte quei treni devono continuare a fermare! Ministro il ripristino di queste fermate non costa nulla a nessuno e farà felici migliaia di persone. Per favore Le chiediamo di intervenire prestissimo con la Regione Umbria (la soppressione è prevista dal 21 luglio) e convincerla che stanno facendo un’enorme stupidaggine!”.

La cosa, però, non ha fatto piacere all'altra parte dei pendolari, quelli che vivono nelle zone umbre e toscane, al punto che hanno prontamente replicato ai colleghi laziali. “Il Comitato Pendolari RomaFirenze, insieme al Comitato di Terni, il Comitato Bacino Gubbio, il Comitato FCU Alto Tevere – scrivono i pendolari umbro-toscani -, da anni ormai si battono, coordinati, sul tema del pendolarismo interregionale e dell'utilizzo della linea Direttissima da parte dei treni a media percorrenza, unitamente a tutti i problemi legati ai ritardi, al sovraffollamento, alla sporcizia e  ai tempi di percorrenza. Più in generale, fin dal 2004, ci siamo sempre impegnati e mobilitati per lavorare con le istituzioni locali e nazionali e in collaborazione con gli altri comitati pendolari della tratta Roma/Firenze, per promuovere soluzioni integrate per tutti i territori interessati. Non a caso il Comitato RomaFirenze scelse, all'epoca, questo nome, che identifica l'intera linea, e non le esigenze particolari di singole stazioni”.
 
“In questa direzione – continuano - siamo determinati a proseguire il nostro lavoro e a partecipare ai tavoli di discussione, sollecitando tutte le Regioni interessate (compresa la Regione Lazio che fino ad ora è mancata nella indispensabile cooperazione con le Regioni Umbria, Marche e Toscana) ed essendo aperti alla collaborazione con tutti gli altri comitati (compreso quello di Orte, di cui non eravamo neanche a conoscenza fino a cinque giorni fa e che, a nostra memoria, non ha mai partecipato a nessuna delle nostre comuni lotte)”.

“Questa collaborazione – mettono in chiaro gli altri comitati - si potrà svolgere tuttavia solo nell'ottica di una visione di sistema e di area vasta, come quella che ci ha sempre contraddistinto. Le modalità e la tipologia delle richieste avanzate dal Comitato di Orte, di cui la Regione Lazio ora si fa promotrice in una lettera all'assessore Rometti, ci appaiono fuori luogo e fuori tempo, soprattutto fortemente segnate da una visione federalista di basso profilo e di corto respiro, che non ci appartiene e che, anzi, peggiorerebbe il servizio per moltissimi pendolari”.

“In nessun caso – concludono da: Comitato RomaFirenze, Comitato di Terni, Comitato Bacino Gubbio, Comitato FCU Alto Tevere - potremmo mai sostenere tali soluzioni che, ad esempio, che per concedere una fermata in più a Orte, vadano a scapito degli utenti di tutte le altre stazioni della tratta. Sarebbe questo il caso del treno IC 598 per il quale viene chiesta la fermata aggiuntiva. Si tratta di un treno che viaggia già al suo massimo limite di capienza e soprattutto con tempi di percorrenza già critici; un treno per il quale i pendolari umbri e toscani pagano già l'oneroso supplemento della carta tuttotreno, oltre l'abbonamento ordinario; un treno che è di fatto l'unica soluzione di ritorno accettabile in quella fascia oraria per gli utenti delle stazioni di Orvieto, Chiusi, Terontola e Arezzo.  Né, tantomeno, potremmo sostenere la proposta dell’assessore del Lazio di far originare treni, a contratto di servizio dell’Umbria, a Roma Tiburtina. Già tempo fa ci siamo impegnati per scartare queste inaccettabile ipotesi e, se necessario, siamo pronti a farlo di nuovo”.

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