cronaca

Truffavano le assicurazioni di tutta Italia, anche un orvietano nella banda

sabato 24 maggio 2014
Truffavano le assicurazioni di tutta Italia, anche un orvietano nella banda

Sono 65 gli indagati a cui è stato notificato l’avviso di fine indagini per “Pandora”, la complessa operazione di polizia iniziata nel 2009 a Grosseto sulle truffe ai danni delle compagnie assicuratrici. Tra gli indagati figura un noto personaggio orvietano, P. P. le sue iniziali, che avrebbe fatto parte delò gruppo di truffatori che sarebbe riuscito a fregare le compagnie di assicurazione di mezza Italia.

La procura predisporrà la richiesta di rinvio a giudizio per titolari di agenzie di infortunistica stradale, avvocati, cinque medici, infermieri, un poliziotto, un carabiniere, due carrozzieri, un perito ma anche semplici cittadini. Per 22 di loro l’accusa è di associazione a delinquere. Contestati i reati di corruzione, falso e truffa. Ognuno dei 65 indagati avrebbe avuto un ruolo ben preciso, secondo gli inquirenti, testimoniato anche da intercettazioni. In pratica era stata creata un’organizzazione fatta da medici, paramedici, carabinieri e poliziotti, incaricati di indirizzare ad un’agenzia di Grosseto gli infortunati.

Poi venivano compilati modelli per falsi infortuni, pratiche risarcitorie per incidenti veri ma indicando falsi infortunati, e certificati di prolungamento di malattia. Inoltre l’organizzazione avrebbe reperito persone, anche di origini straniere, disponibili a comparire come infortunati in incidenti falsi. C’era anche chi si preoccupava di organizzare infortuni mai avvenuti, individuando auto incidentate, infermieri che indirizzavano allo Studio Verde, avvocati che seguivano pratiche. Carrozzieri poi avrebbero rimosso parti intatte di veicoli non incidentati e rimontato al loro posto pezzi danneggiati, e medici che emettevano certificazioni di incidenti mai avvenuti. Tutti avevano un tornaconto economico.

Commenta su Facebook