cronaca

Violenza su animali protetti ad Allerona

venerdì 22 novembre 2013
di Salvatore Alessandro
Violenza su animali protetti ad Allerona

Ebbene sì, anche nelle nostre pacifiche zone dalle tradizioni contadine si assiste a casi di violenza sugli animali. E' successo nei pressi di Allerona, nel primo pomeriggio di oggi, 21 novembre 2013: uno splendido esemplare maschio di daino è stato abbattuto a colpi di fucile, in barba alla specie protetta e al divieto di caccia. Ha la stazza robusta e nobile di un daino in età matura, di circa 150 chili di peso. E' stato colpito a morte e poi abbandonato, ormai esanime eppure ancora tragicamente fiero. E' rovinato a terra in silenzio, trascinando sulle zolle un imponente, aristocratico palco di corna ramificate di rara bellezza. La barbara uccisione è stata consumata a trenta metri da un'abitazione civile. La morte è sorda. La violenza è cieca.

Pubblicato da unadonna il 22 novembre 2013 alle ore 19:09
vedere queste immagini mi rattrista tantissimo,è la stessa crudeltà che muove le violenze sempre sui più deboli ed indifesi:bambini,vecchi e moltissime donne purtroppo.Io non credo che questo daino sia stato ucciso da una donna,e credo anche che gli uomini che fanno ciò siano persone con grandi problemi di repressione !hanno bisogno di farsi grandi con questi gesti,hanno bisogno di un fucile,ma chi sta loro di fronte ,guada caso ,è disarmato!a tutti questi "eroi"auguro di trovarsi un giorno a provare la stessa paura che oggi ha provato questo daino.
Pubblicato da cittadino il 22 novembre 2013 alle ore 21:57
solo la barbaria di un uomo senza coscienza puo fare questo.

Pubblicato da cosadiciamo il 22 novembre 2013 alle ore 23:22
se fosse stato un vecchietto a compiere il gesto il suo discorso iniziale non reggerebbe...no?
Pubblicato da Armando Borghi il 23 novembre 2013 alle ore 10:08
Ti ringrazio per la tua civiltà,Salvatore.
A questo aggiungo del mio : la nostra è una regione marginale la cui marginalità si misura anche con la densità di cacciatori,ottimo bacino elettorale super coccolato da tutte le forze politiche . La crudeltà inutile sugli animali è una cosa che ho sperimentato sin dalla mia infanzia (ad Allerona) ed a quanto pare di progressi non ne sono stati fatti . Il reato specifico spero sia da codice penale e che venga punito in maniera esemplare ,altrimenti l'ignoranza ottima ed abbondante che circonda fatti simili continuerà ad essere alimentata indefinitamente ,con il corollario che casi simili si possono colpevolmente ripetere.
Pubblicato da unadonna il 23 novembre 2013 alle ore 10:19
Al signor cosadiciamo:io non sono contro "I MASCHI",ma purtroppo la realtà ed i numeri parlano chiaro.Ovviamente anche il vecchietto sarebbe da condannare,anche una donna sarebbe da condannare!ma tutte queste donne e vecchietti con il fucile non si vedono in giro,ed a quei pochi che ancora partecipano alle "battute"sarebbe il caso di toglierlo,perchè come si sa con l'età si riducono capacità e riflessi.Non mi meraviglia che il signore abbia reagito al mio intervento,francamente la risposta mi sembra debole,dettata forse più da uno spirito di parte,che da una seria ammissione di un accadimento condannabile senza alcuna giustificazione.
Pubblicato da Luca il 23 novembre 2013 alle ore 11:41
Ringrazio Salvatore Alessandro che ha dato testimonianza di questa barbarie. Sono sempre molto indignato quando leggo fatti di cronaca di questo tipo, o ancor piu' quando leggo delle centinaia di persone uccise o ferite ogni anno a causa dell'imperizia, della mancanza di etica e dell'arroganza del cacciatore di turno. Nell'articolo si legge che la barbara uccisione è stata consumata a trenta metri, sottolineo trenta metri, da un'abitazione civile. Vi rendete conto? Vivo nei pressi di Hescania: con l'iniziare della stagione della caccia, fin dal mattino presto si odono spari nel bosco circostante. A volte mi sono imbattuto in cacciatori appostati dietro un albero a meno di 100 metri dalle abitazioni circostanti. Non oso piu' andare a passeggiare nei boschi per timore che qualche 'insensato' decida di sparare per portare, orgogliosissimo, la sua 'preda' a casa!
E in tutto questo, ci vedo la complicità delle amministrazioni: perché non vietare la caccia nelle zone abitate (e non solo a 100 metri di distanza dalle abitazioni! anche gli spari continui sono una violenza psicologica!!!)? Perché, se proprio deve sussistere, la caccia non puo' essere circoscritta in zone molto lontane dai abitazioni isolate o centri abitati?
Pubblicato da Anna il 23 novembre 2013 alle ore 15:23
Ad ottobre l’Amministrazione Comunale / Settore Vigilanza ha emesso una nuova ordinanza per la prevenzione di inconvenienti igienici causati dalle deiezioni degli animali http://www.comune.orvieto.tr.it/i/3A69C058.htm
Una scelta dell’amministrazione che, seppure dettata nell'intenzione di eliminare un problema, in realtà penalizza la maggior parte dei cittadini, che adottano un comportamento educato e rispettoso verso la comunità.
Ebbene, non sarebbe giusto che anche nei confronti di casi di violenza sugli animali, come in questo caso, l’ente preposto non emetta un’ordinanza affinché quando un cacciatore sbaglia ci rimettano in tanti cacciatori?
Inoltre, il Corpo Forestale dello Stato è una Forza di Polizia specializzata nella tutela del patrimonio faunistico e naturalistico nazionale.
Ebbene, nel tempo mi è capitato più volte di richiedere l’intervento di una pattuglia per reati di tutela ambientale e di tutela animali, alcune circostanze erano supportate da prove inoppugnabili. Il risultato ottenuto è stato pressoché inutile ai fini delle intenzioni, con la grande soddisfazione di essere stata considerata nulla più che una rompiscatole.
La fine della storia è ormai sotto gli occhi di tutti.

Pubblicato da A.B. il 24 novembre 2013 alle ore 21:35

Pessima storia di bracconaggio. Del resto i bracconiaeri sono cacciatori e la caccia seppur prevista dalle nostre leggi per quanto mi riguarda e' un'attivita' poco civile perche' violenta, sanguinaria e insegna la cultura delle armi, ma abitando per queste campagne orvietane ho a che fare purtroppo praticamente tutti i giorni con questa categoria umana, e in special modo nel fine settimana quando uno se ne vorrebbe stare tranquillo a fare le proprie cose e magari dormire quell'ora in piu' alla domenica. E invece guarda un po', ci sono dei rompipalle che alle 6 di mattina vanno in giro per la campagna a sparare e pure vicino alle case; come si fa a considerare questa un'attivita' sportiva? Del resto , sempre come sopra, siamo ormai in un paese che di civile non ha quasi piu' nulla e questa e' la realta', mi tocca schivare nel vero senso, pallottole e pallini di sti quattro che purtroppo e troppo spesso hanno difficolta' a fare la propria firma.

Pubblicato da Massimo Luciani il 26 novembre 2013 alle ore 14:17
Allerona per i cacciatori sta diventando una sorta di Far West, ormai fanno come vogliono e quel che vogliono. Nessuno li ferma. Nell'ultimo anno ho trovato almeno due volte una squadra di cinghialari appostati dentro le riserve e con piena e spudorata libertà perchè nessuno li denuncia. Ormai si è superato il limite. Spesso sento gli stessi cacciatori lamentarsi dei loro colleghi che non rispettano le regole, ma da soli o con le loro organizzazioni non muovono nulla. Bisogna finirla di chiudere gli occhi. Se ricapiterà e state certi che lo sarà, scatteranno le denunce.
Pubblicato da Armando Borghi il 27 novembre 2013 alle ore 08:11
Da non leguleio la gravità intrinseca del reato mi ha indotto a pensare che comunque delle indagini per individuare lo/gli autore/i sarebbero state fatte. Evidentemente non è così scontato nel paese degradato che viviamo . Parlo di gravità giacchè il tutto si è consumato a pochi passi da una abitazione civile (e questo già basterebbe in un paese civile),con delle persone ignare perfettamente a tiro. Da bambino i bracconieri erano persone simpatiche (uno in particolare è un bellissimo ricordo della mia infanzia),le quali in maniera "ecosostenibile" prendevano dal bosco qualche caloria in più. Oltretutto la loro intelligenza impediva di consumare tali atti pericolosamente vicino alle abitazioni. Adesso basta guardare come sono armati di tutto punto i "cinghialari" per capire che non è più così. Mi sta bene che il bracconaggio dalle nostre bande possa assumere connotati endemici inestirpabili. Mi sta meno bene se la giustizia non ha il suo corso individuando il/i responsabile/i e magari punendoli esemplarmente almeno da un punto di vista amministrativo. Se devono far danno in futuro che almeno lo facciano in sicurezza.

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