cronaca

Maxiprofessionista del furto arrestato grazie a un'indagine condotta dalla Polstrada di Orvieto

giovedì 15 dicembre 2011
di Monica Riccio
Maxiprofessionista del furto arrestato grazie a un'indagine condotta dalla Polstrada di Orvieto

Venticinque arresti alle spalle, oltre 100 furti, una carriera iniziata ad appena 15 anni, P.A., 45enne di Cosenza, disoccupato, esperto in furti nei minimarket annessi alle stazioni di rifornimento carburante, è finito in manette ieri sera in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica di Viterbo sulla base di una indagine condotta dalla Polizia Stradale di Orvieto.

Ad illustrare il corposo fascicolo, - oltre 400 pagine, - che fa capo all'inchiesta che vede, come unico imputato al momento, il solo 45enne, - il sostituto commissario Stefano Spagnoli, comandante della Polstrada di Orvieto, questa mattina in conferenza stampa, insieme al vice questore aggiunto, Katia Grenga, dirigente della sezione di Terni della Polizia Stradale.

L'uomo, un vero e proprio professionista del furto con alle spalle una lunga serie di precedenti penali, attivo in tutta Italia, è ritenuto responsabile del furto commesso nell'area di servizio Tevere, sulla A1 tra Orvieto e Attigliano, furto commesso ai danni della stazione di rifornimento che aveva fruttato un bottino di circa 13 mila euro. Era il novembre del 2009. Da allora, in due anni di indagini lunghe e laboriose, gli uomini della sezione giudiziaria della Polstrada di Orvieto, hanno cercato di tirare le file del complesso lavoro di osservazione di filmati, intreccio di dati investigativi, elaborazioni di ipotesi e studio di centinaia di altri furti, tracciando così un quadro sempre più preciso dell'identità dell'uomo.

L'uomo era solito arrivare sul posto scelto per il colpo, di  notte, a bordo di una Fiat Croma vecchio tipo che, nonostante fosse assai riconoscibile a causa di cerchi in lega particolari, era sempre "pulita" grazie all'escamotage di denunciarne la perdita della targa molto spesso. Una volta sul posto, dopo aver studiato a dovere le mosse da compiere, riusciva a penetrare nei market. Qui il suo obiettivo erano le chiavi degli uffici contabili. Una volta trovate le chiavi, si introduceva negli uffici e in breve tempo trovava il modo di aprire il cassetto con dentro l'incasso del giorno. Poi, senza aver creato disordine, senza spostare nulla, e senza mai travisarsi in volto, - forse convinto di non poter essere riconosciuto poiché lontano dalla propria zona di residenza, - se ne andava indisturbato.

Ciò che più ha insospettito gli inquirenti è appunto questa straordinaria tranquillità, il sapere quasi a naso dove trovare le chiavi degli uffici, e, in qualche caso, anche dei cassetti. Al vaglio della Polstrada sono quindi ancora due piste: o l'uomo è un grande professionista del furto, o la sua attività è supportata da qualcun altro, un basista appunto in grado di fornire le chiavi degli uffici, o indicazioni precise di dove trovare un sicuro accesso alle chiavi stesse. In questa ultima direzione sarebbero orientate le indagini che, nonostante l'arresto dell'uomo, avvenuto ieri pomeriggio ad opera degli agenti della Polizia Stradale di Scalea dopo che gli uomini di Spagnoli non erano riusciti a trovarlo in un primo blitz condotto nella notte del 5 dicembre scorso, vanno avanti. Il 45enne, evidentemente sempre attento alle proprie mosse, ha dotato nel tempo la propria abitazione di impianto di videosorveglianza, per cui ogni eventuale arrivo delle Forze dell'Ordine poteva certamente essere gestito, pure con una fuga per i tetti, come già successo in passato. Ma l'uomo, la sera del blitz della Polstrada, non era a casa.

Si trovava - e pure questo episodio è finito a sommarsi a quello contestato dagli agenti orvietani - a far man bassa di contante, suo unico interesse in tutti gli anni di onorata carriera delinquenziale, in un market nelle Marche. Finito quindi sotto stretta osservazione è incappato nell'arresto posto in essere dagli agenti di Scalea e si trova ora rinchiuso nel carcere di Paola. A lui sarebbero riconducibili una quindicina di furti simili, con bottini fino a 30 mila euro, avvenuti dal 2009 ad ora, in aree di servizio e minimarket in Marche, Umbria, Emilia-Romagna, Piemonte, Lomabardia, Toscana e Lazio.

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