cronaca

Escalation di rapine nel Perugino. Due dei presunti responsabili bloccati dalla Stradale di Orvieto

mercoledì 19 ottobre 2011
di Monica Riccio
Escalation di rapine nel Perugino. Due dei presunti responsabili bloccati dalla Stradale di Orvieto

Negli ultimi tempi una preoccupante escalation di furti e rapine nel Perugino ha visto innalzarsi i già numerosi controlli sulle strade della Regione da parte delle forze dell'ordine.

Da circa due settimane, dunque, la Polizia Stradale di Orvieto, agli ordini del Sostituto Commissario Stefano Spagnoli, ha intensificato l'attività di prevenzione e controllo in particolar modo nei pressi dei caselli di Chiusi e Orte che, insieme a quello di Valdichiana, - non di competenza della sottosezione orvietana, - sono i punti in cui più facilmente può avvenire l'immissione sulla Autosole dalla zona di Perugia e dalla E45.

La scorsa notte, una pattuglia in vigilanza ordinaria ha intercettato una Mercedes Classe A con a bordo due uomini. Nei pressi del casello di Orte, gli uomini della Polstrada, intuendo qualcosa di strano nell'andamento della vettura, hanno intimato l'alt al mezzo. Il conducente non solo ha ignorato lo stop degli agenti ma ha addirittura accelerato nella sua corsa in direzione della Capitale. Niente da fare per la pattuglia lanciata al loro inseguimento, il continuo zig-zagare dell'auto per oltre 50 chilometri non ha permesso agli agenti di bloccare i due, e neppure un rallentamento nel traffico inscenato ad hoc dai colleghi di Roma Nord ha potuto fermare la folle corsa della Mercedes.

C'è riuscito invece un mezzo pesante finito per caso sulla traiettoria della macchina in fuga. Nel terribile schianto che ne è seguito i due, - due cittadini albanesi di 31 e 29 anni, senza fissa dimora, di cui uno gravato da alcuni precedenti, - sono rimasti feriti e trasportati d'urgenza uno presso l'ospedale di Monterotondo, l'altro in quello di Sant'Andrea.

Ciò che però gli agenti hanno trovato a bordo del mezzo incidentato ha reso il quadro subito molto più chiaro. Un computer, un televisore al plasma, un tom-tom, un frullatore, ma anche alcuni abiti, diversi generi alimentari tra cui un prosciutto. E poi un trapano, vari arnesi atti allo scasso, dal piede di porco alle forbici, fino alle tenaglie. Insomma tutto l'occorrente giusto per introdursi in casa altrui. E una casa pare che i due l'abbiamo sul serio visitata: nel redigere l'inventario di tutta la merce rinvenuta, gli agenti avrebbero infatti trovato un dettaglio che ha permesso loro di risalire alla proprietaria di parte della refurtiva. Si tratterebbe di una donna di Massa Martana che nella notte dell'11 ottobre scorso aveva subito un furto, durante il sonno, ignoti ladri le avevano infatti sottratto oro e gioielli.

La donna, impaurita per l'accaduto, si era temporaneamente trasferita dai genitori, così i ladri hanno visto bene di tornare in azione, sempre nello stesso appartamento, una seconda volta, ma stavolta, del tutto indisturbati, hanno fatto razzia di tutto il possibile. Ma l'aver incontrato a Orte, alle 4.20 di notte, una pattuglia della Stradale di Orvieto, per i due, carichi dell'avvenuto furto, è stato fatale. Uno dei due uomini è stato già dimesso e associato alla casa circondariale di Rieti, l'altro rimane piantonato all'ospedale, sotto osservazione. L'auto su cui viaggiavano, semidistrutta nell'impatto, faceva parte di un gruppo di quattro rubate a Deruta lo scorso settembre.

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