cronaca

Pestaggio sulla A1. Aggrediscono autista e passeggeri di autobus turistico, arrestati

lunedì 3 gennaio 2011
di M.R.

Due fratelli campani di 36 e 39 anni, entrambi pluripregiudicati, sono stati arrestati dalla polizia stradale di Orvieto per aver aggredito e malmenato l'autista e alcuni passeggeri di un autobus di turisti bergamaschi in transito verso nord sul tratto umbro dell'Autosole.

All'origine dell'aggressione, avvenuta ieri pomeriggio, vi sarebbero futili motivi legati al traffico. Secondo la ricostruzione degli investigatori i due fratelli, a bordo di un'auto sulla quale viaggiavano anche la moglie e il figlio di 10 anni di uno di loro, si sarebbero resi protagonisti di una serie di sorpassi lungo la corsia di emergenza dell'autostrada, zigzagando tra gli altri veicoli che in quel momento procedevano a passo d'uomo a causa del traffico intenso.

Nei pressi del casello di Orvieto l'auto si è però trovata di fronte il pullman della comitiva lombarda, circa una ventina di turisti. I due hanno così provato a sorpassare a destra l'autobus. Avendo l'impressione che questo invadesse la loro corsia i due pregiudicati hanno bloccato l'autobus con la loro automobile, sono scesi, bloccando così il traffico già congestionato e si sono avventati sull'autista trentacinquenne del pullman aggredendolo e provocandogli la frattura del setto nasale. I due sono poi entrati all'interno dell'autobus malmenando anche alcuni turisti seduti sulle prime file, tra cui due coniugi settantenni che hanno riportato contusioni ed ecchimosi giudicate guaribili in tre e sette giorni.

Dopo il pestaggio i due fratelli, risultati già inquisiti in passato per reati contro il patrimonio e contro la persona, sono risaliti in auto e si sono dati alla fuga continuando la loro corsa ancora lungo la corsia d'emergenza dell'autostrada - secondo quanto si è appreso -, fino a quando, una quindicina di chilometri dopo l'uscita di Orvieto, sono stati fermati da una pattuglia della Polstrada nell'area di parcheggio Ritorto e arrestati. I due si trovano ora rinchiusi nel carcere di Orvieto con le accuse di lesioni personali e violenza privata. Stavano tornando a Torino, dove risiedono e lavorano, dopo aver trascorso le vacanze di Natale al sud. L'autobus di turisti stava invece facendo rientro a Bergamo.

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