cronaca

8 dipendenti, 7 in "nero" di cui uno minorenne, 1 irregolare. Duro colpo delle Fiamme Gialle su ristorante orvietano

lunedì 13 settembre 2010
8 dipendenti, 7 in "nero" di cui uno minorenne, 1 irregolare. Duro colpo delle Fiamme Gialle su ristorante orvietano

La Tenenza della Guardia di Finanza di Orvieto, - guidata dal Tenente Renato Nava, - nell'ambito del contrasto al "lavoro nero", nei giorni scorsi, così come nei mesi precedenti, ha prestato particolare attenzione a tutte quelle attività che pur svolgendo un tipologia di prestazioni che necessitano di una congrua "forza lavoro", di fatto comunicano l'assunzione di un numero di dipendenti assolutamente inadeguato per l'esercizio dell'attività svolta.

Anche questa volta l'attenzione degli investigatori è ricaduta su una attività di ristorazione, sita nel centro storico di Orvieto, che pur avendo la disponibilità di circa 150 coperti e riempiendo spesso le sale per "banchetti" che festeggiano matrimoni, comunioni, battesimi ecc., aveva dichiarato l'assunzione di solo 2 dipendenti, di cui uno risultava essere in malattia dal mese di aprile scorso.

"L'intervento dei finanzieri, - spiega il Tenente Nava, - dopo i preliminari accertamenti, è stato inevitabile. Infatti è difficile pensare che un ristorante di tali dimensioni, tra l'altro in un periodo di particolare afflusso, tra personale di cucina e di sale avesse un solo dipendente presente. Il giorno dell'intervento è stata accertata la presenza di ben 7 dipendenti in nero su 8 presenti e l'unico assunto era irregolare perché non tutti i compensi corrisposti venivano poi indicati sulle buste paga. Tra i lavoratori in nero rinvenuti giova sottolineare anche la presenza di un minore di anni 18, età per la quale l'attuale legislazione prevede una serie di adempimenti particolari, proprio per proteggere i minori e tutelare il lavoro minorile."

Già nel luglio scorso in un altro ristorante orvietano furono rinvenuti 5 lavoratori "in nero" ma il fenomeno, a quanto pare è continuato ma allo stesso modo continueranno i controlli specifici della Guardia di Finanza diretti a contrastare questo mal costume che non solo danneggia direttamente i dipendenti non assunti ma tutti i lavoratori in generale, perché i contributi non versati all'I.N.P.S. sono disponibilità finanziarie che vengono a mancare e quindi che non possono essere ridistribuite dall'organo di previdenza sociale.

In entrambi i casi i lavoratori trovati in nero superavano di gran lunga il 20% della forza lavoro regolare e quindi le società controllate, per scongiurare la chiusura dei ristoranti da parte dell'Ispettorato del lavoro, sono state costrette ad assumere nel giro di una settimana tutti i dipendenti in precedenza non regolarizzati, pertanto a seguito dei controlli effettuati non solo sono state irrogate le giuste sanzioni ma 12 orvietani adesso si trovano assunti con contratto a tempo indeterminato.

 

Pubblicato da giorgio vitali il 14 settembre 2010 alle ore 16:49
non capisco la riservatezza di omettere il nome del ristorante : la prossima volta, sapendolo, avrei evitato di andarci
Pubblicato da Enrico Maggi il 14 settembre 2010 alle ore 17:18
Mi sembra veramente poco corretto omettere il nome del Ristorante............ pu essere lesivo anche per l'immagine di altri noti ristoranti del centro storico, o no ?
Pubblicato da Monica Riccio il 14 settembre 2010 alle ore 17:37

Gentili lettori, mi permetto di rispondere io perchè la direttora Laura Ricci si trova fuori città. Pubblicare o meno nomi, cognomi, o indicazioni precise di attività commerciali, in articoli di cronaca, è una scelta che spetta alla testata che pubblica, anche perchè, specie nel web, ciò che viene pubblicato subisce poi dei flussi di diffusione che, quasi sempre, non sono più controllabili dagli autori. Nel caso particolare di questo articolo, non è stata fornita dalla Tenenza precisa indicazione né sul nome del titolare dell'esercizio commerciale, né sul ristorante in questione. Ma pur fosse stato comunicato, - e spesso è in effetti questa la prassi seguita dalle Forze dell'Ordine, che pur si attengono in materia alle disposizioni del titolare dell'indagine o alla decisione del comandante, - questa testata da tempo ha scelto di fare molta attenzione a nomi e cognomi, o qualsiasi dettaglio che possa ricondurre alla identificazione degli interessati da parte dei lettori, decidendo spesso di non pubblicarli. Per i personaggi pubblici la cosa è ovviamente diversa. In linea generale, queste sono le scelte editoriali della testata e del suo direttore. L'omettere il nome del ristorante, in ogni caso, non credo leda in alcun modo i diritti del resto degli operatori.

Pubblicato da Un cittadino il 14 settembre 2010 alle ore 18:59
Lede, per, il diritto dei consumatori, degli utenti e dei lavoratori.
Credo che la scelta editoriale debba essere completa ed imparziale, scegliendo di non pubblicare certe notizie.
Pubblicato da Brava monica il 14 settembre 2010 alle ore 19:42
Condivido quanto affermato dalla giornalista,. l'importante cosa ma non chi. Qui si parla di attivit commerciali che hanno commesso illeciti amminstrativi per i quali pagheranno le giuste sanzioni, non siamo al cospetto di fatti di cronaca nera con arresti eec dove il nome ci pu anche stare. Se poi si mette il nome e per ripicca nessuno va pi a mangiare nel ristorante in questione vi siete chiesti poi come li paga i dipendenti neo-assunti?? Tutti in mezzo a una strada ma la curiosit e stata appagata? Giusto e condivisibile quanto sostenuto dalla redazione. Per ci che hanno fatto ci sono stati gli organi di controllo a sanzionarli non serve altro-
Pubblicato da Erminio Ottone il 14 settembre 2010 alle ore 22:22
Ad Orvieto necessita da troppo tempo una cosa che si chiama verita' ,chiarezza e responsabilita' soggettiva dei fatti che vi accadono
E non per gossip,ma per sapere chi sta' con Orvieto e chi contro e molte volte questo "cozza" con le scelte editoriali della testata.
E'stato commesso un fatto che,come scritto, danneggia sotto vari aspetti la nostra collettivita' sul piano economico,dei diritti dei lavoratori e del turismo.
Ma il "fatto" senza colpevole" non piace piu' agli orvietani,
"L'omettere il nome del ristorante, in ogni caso, non credo leda in alcun modo i diritti del resto degli operatori"
Lede invece e gravemente i diritti degli altri operatori,in quanto tacendo il responsabile,vengono tutti in questo modo sospettati ingiustamente.
Ma il "giornalismo" italiano avra' mai il suo premio Pulitzer o si limitera' sempre alle veline padronali ed al mattinale delle forze dell'ordine?
Pubblicato da Fabrizio Caccavello il 15 settembre 2010 alle ore 12:16

Monica ha già spiegato chiaramente che la stessa Guardia di Finanza non ha fornito il nome del ristorante. La questione è quindi chiusa, non c'è stata alcuna scelta editoriale. Se ci fosse stata ne avremmo potuto spiegare le motivazioni, ma per favore, lasciamo stare le "veline padronali" che di certo non abitano da queste parti.

Pubblicato da Stefano il 15 settembre 2010 alle ore 14:28
Per Brava Monica

"Se poi si mette il nome e per ripicca nessuno va pi a mangiare nel ristorante in questione vi siete chiesti poi come li paga i dipendenti neo-assunti"

Ma non ha pensato che il "povero" ristoratore ha risparmiato abbastanza soldini negli anni passati NON pagando ci che avrebbe dovuto ???

Cmq in quel di Orvieto, le notizie di questo genere galoppano, sicuramente il nome del ristorante si sa benissimo ...
Pubblicato da carlo il 16 settembre 2010 alle ore 11:34
Se le stesse forze dell'ordina non hanno diffuso il nome del ristorante, diventerebbe pettegolezzo e la testata sarebbe a rischio denuncia. Le menate sul danno agli operatori e alla collettivit risparmiatevele e non facciamo gli ipocriti. Sono anni che vado a mangiare in qualsiasi ristorante e nessuno di questi, dico nessuno, mi ha mai fatto una ricevuta fiscale se non dietro richiesta. Questa evasione fiscale e secondo voi non lede i nostri diritti? Non ve ne accorgete quando succede? Cos' tutto questo stupore. Lo stesso accade quando andate dal meccanico, dal dentista, dall'imbianchino o l'elettricista. Per carit ci saranno anche le brave persone, ma quante volte vi capitato di uscire da una di queste situazioni con la fattura in mano?
Pubblicato da stefano il 16 settembre 2010 alle ore 18:34

Mi permetto solo di far notare come alcuni che gridano allo scandalo si firmano con nomi di fantasia, Alla faccia della coerenza!! Soprattutto a te erminio, lo rileggo perchè è troppo forte:"...Ad Orvieto necessita da troppo tempo una cosa che si chiama verità, chiarezza e responsabilità soggettiva dei fatti che vi accadono." è proprio vera la storia della trave e l'occhio...

Pubblicato da Un cittadino il 17 settembre 2010 alle ore 09:34

A rigor di logica, anche "Stefano" può essere un nome di fantasia. Perciò più che di trave e di occhio, si può parlare di buoi e di asini cornuti... Comunque, una scelta editoriale coerente imporrebbe di non pubblicare notizie prive di nomi e riferimenti. "Generalizzando" si rischia di sparare nel mucchio e non si rende alcun servizio alla comunità. Anche perchè la Tenenza ha solo comunicato il fatto e non ne ha imposto l'obbligo di pubblicazione. Come si può notare, la questione non si può "fassisticamente" chiudere così, imponendo un aut-aut...


NDR: che piaccia o no ogni giorno vengono pubblicate notizie di cronaca prive di nomi e riferimenti. Quindi secondo lei non avremmo dovuto pubblicare la notizia perché priva di riferimenti precisi? La Tenenza avrebbe comunicato la notizia ai giornalisti così, tanto per dirglielo nella consapevolezza che le "scelte editoriali coerenti" avrebbero impedito di diffonderla?

Pubblicato da Pasquino il 17 settembre 2010 alle ore 16:48

Stupito dal fatto che pubblicate solo quello che vi pare! Siete tutti uguali!


NDR: infatti, c'è scritto chiaramente qui. In ogni caso difficilmente pubblichiamo cose irridenti e irrispettose verso le forze dell'ordine, soprattutto quando fanno duramente e onostamente il proprio lavoro. E' per questo che non abbiamo pubblicato i suoi due commenti. Se la sentirebbe di ripetere quello che ha scritto di fronte al Tenente della GdF? ;) Sappi che se lo scrivesse qui sarebbe esattamente la stessa cosa.

Pubblicato da X Pasquino il 17 settembre 2010 alle ore 19:37

Giustamente la redazione non avrà dato voce al suo commento ma dalla NDR ci si immagina il perché, ingiurie del solito codardo. Io ho lavorato per più di 40 con la divisa e di gente così ne ho vista tanta, codardi che parlano a mezza bocca e che si nascondono dietro a nomi di fantasia. Non so cosa lei abbia scritto e nemmeno mi interessa ma se non si sente codardo accetti l'invito della redazione e vada in privato a dire ai diretti interessati ciò che vuole.

Pubblicato da Un cittadino il 19 settembre 2010 alle ore 14:45
Perdoni la mia petulanza ed insolenza, sig. ra Redazione, ma, come Lei giustamente precisa, "la Tenenza non avrebbe comunicato la notizia ai giornalisti cos tanto per dirgliela".
Le Fiamme Gialle ha, infatti, assolto ad un loro preciso diritto/dovere istituzionale.
Pi che altro, fa parte della discrezionalit della testata che ha ricevuto la comunicazione, decidere o meno riguardo la pubblicazione e le sue modalit.
E questa scelta connota il livello di qualit redazionale, a mio parere.
Facciamo un esempio: se uno Le dice di buttarsi da un burrone, Lei lo fa e basta ?
Pubblicato da x cittadino il 20 settembre 2010 alle ore 12:03
Non capisco tutte queste perplessita per la redazione di orvietonews, quanto la stessa notizia stata pubblicata da televideo Rai nazionale, data a tg3 Umbria, inserita sulle locandine e sui giornali locali, sarebbe interessante comprendere per quale motivo la "sig.ra Redazione" non avrebbe dovuto pubblicarla??? O come lei ritiene pubblicarla senza valutare la notizia. Quindi, prima di parlare di livello di qualit redazionale, legga pi testate (comprando pi giornali) e se tutte hanno fatto la stessa scelta vuol dire che forse l'hanno valutata tutti come una notizia da pubblicare, a meno che non abbiano sbagliato tutti a farlo magari non ascoltando prima il suo competente parere sulle scelte che una redazione deve compiere
Pubblicato da Un cittadino il 20 settembre 2010 alle ore 15:08
Ogni testata giornalistica ha una sua vita, una sua storia ed un suo carattere.
Perci, a meno che non valga quanto ho scritto precedentemente sul burrone, ognuno dovrebbe seguire una sua linea editoriale e non "scimmiottare" la massa.
Ogni giorno circolano centinaia, migliaia di notizie grandi o piccole: non potendole pubblicare, per ovvi motivi, tutte quante, ritengo che una testata debba vagliarle in maniera critica ed assennata in base a proprie regole predeterminate.
Tali regole, nel caso, ad esempio, di un giornale informatico, possono essere condivise con i lettori, potendo essi interagire in tempo reale attraverso critiche e suggerimenti.
Critiche che servono a crescere, a meno che non ci si creda assisi su di un "eburneo trono".
Suggerimenti che aiutano ad evitare clamorose topiche o "cappelle", come, ad esempio, quella della cisterna delle Prese.
In fin dei conti, prima di inventarsi giornalisti, bisognerebbe essere dei buoni lettori...

Pubblicato da x cittadino il 21 settembre 2010 alle ore 08:52

Credo che tali affermazioni siano pretestuose e soprattutto presuntuose. Lei ha deciso che la redazione ha pubblicato qualcosa contro la propria linea editoriale. Ma chi lo ha detto? Se lo hanno fatto vuol dire che è in linea con la propria storia e con la propria vita e con il proprio carattere. Se sono i lettori a scegliere le notizie che vogliono leggere poi la presunzione va oltre ogni limite. Perché non se le scrive da solo e poi se le legge, sarebbe la cosa giusta per essere in linea con il suo pensiero. Il lettore è libero di leggere la "testata" che vuole così come la direzione di pubblicare ciò che ritiene opportuno. E' davvero incredibile, lei vorrebbe decidere per gli altri, è questo è del tutto in linea con l'arroganza che contraddistingue certe persone. Il vero pasquino scriveva sui muri ed usava un sottile ironia senza essere mai arrogante, provi a cambiare pseudomino, magari in dux o stalin le si addicono di più.


NDR: grazie a "x cittadino" ci teniamo a precisare che è un commento vero e non ce lo siamo scritti da soli :)

Pubblicato da Un cittadino il 21 settembre 2010 alle ore 15:50

Caro signore, io ho esternato semplicemente un parere sulla condotta della linea editoriale, NON HO ASSOLUTAMENTE DECISO CHE LA REDAZIONE ABBIA PUBBLICATO QUALCOSA CONTRO LA SUDDETTA LINEA. Io ho dato un suggerimento su come pubblicare le notizie, NON HO DETTO CHE DEBBANO ESSERE I LETTORI A SCEGLIERSELE. Io vorrei che l'opinione pubblica sia esaurientemente informata per poter decidere in maniera autonoma, senza "capipopolo" o " pifferai magici", NELLA MANIERA PIU' ASSOLUTA NON VORREI DECIDERE PER GLI ALTRI. Mi chiedo, infine, che ne sa Lei "dell'arroganza che contraddistingue certe persone", se non le sa nemmeno distinguere? E' palese, infatti, che, nel suo ultimo intervento, abbia confuso, in unico calderone inquisitorio, me e l'utente "Pasquino". QUESTA E' ARROGANZA. A questo punto è evidente che più che in un Mussolini od uno Stalin, dovrei mutare il nome in Martin Lutero, che attraverso le sue 95 tesi contestò l'arroganza simoniaca della Chiesa...


Fabrizio Caccavello: solo un aiuto per comunicare meglio. Se volete rimanere anonimi (cosa del tutto legittima) cercate almeno di usare la fantasia inventando nickname significativi. Se vi firmate tutti con nick simili o banalissimi, non vi potete poi lamentare se si fa confusione.

Pubblicato da Un cittadino il 21 settembre 2010 alle ore 18:48

Gentile Editore, Lei ha sacrosanta ragione. Personalmente, comunque, essere "un cittadino" ha un significato intrinseco tutt'altro che banale... In questa situazione, però, credo sia difficile, anche ad una lettura veloce e superficiale, confondere un "Pasquino" con un "cittadino". Rimango, perciò, meravigliato del fatto che l'anonimo commentatore si sia riferito a Pasquino, quando i 2 commenti dichiarati nella NDR non sono assolutamente visibili al pubblico. Dobbiamo presumere che ne conosca il contenuto fruibile solo ai membri della Redazione? Grazie di nuovo per le sue gradite precisazioni.


Fabrizio Caccavello: la mia considerazione era generale, di fronte a nickname non facilmente distinguibili ci si confonde. Inoltre molti utenti commentano più notizie insieme e quindi è facile sbagliare. Io stesso poco fa avevo inserito una piccola nota al famigerato "Lo Pungerone" in un articolo nel quale questo nick non compariva affatto. Immagino che il commentatore a cui lei si riferisce abbia fatto una cosa simile. Tutto qui, non esistono segreti di redazione, ossia, esistono e tanti... le decine di commenti che eliminiamo per non finire tutti in tribunale un giorno si e l'altro pure :)


Comunque grazie a tutti di essere così attivi, numerosi, critici, propositivi, interessati...

Pubblicato da Un cittadino il 21 settembre 2010 alle ore 20:36

Grazie al Lei per aver creato questa "palestra" dove esercitare e rinforzare il nostro senso critico.
Orvietonews uno dei pochissimi spazi dove l'intera Comunit dell'orvietano riesce ad incontrarsi e scambiare idee e proposte.

Fabrizio Caccavello: ecco, questo lo pubblichiamo senz'altro! :)

Pubblicato da x cittadino il 22 settembre 2010 alle ore 09:52
Lei ha scritto "Io ho dato un suggerimento su come pubblicare le notizie". Questa non arroganza? La sua saccenza le fa pensare di essere nella condizione di suggerire ad una redazione di un giornale come pubblicare le notizie, e non pensa nemmeno di essere arrogante, davvero incredibile. E come se andasse dal medico e gli vorrebbe suggerire come prescrivere un farmaco o una cura. Per quanto riguarda gli pseudomini, ovvio che ho fatto un errore, probabilmente perch ingannato dal fatto che i commenti avessero qualcosa in comune, l'ARROGANZA!!! Come vede non poi tanto difficile distinguere o accomunare certe persone
Per la redazione: Chiedo scusa se ho intrapreso una difesa d'ufficio non richiesta, anche perch non ne avete affatto bisogno ma proprio non ho potuto fare a meno di replicare.
Saluti e buon lavoro
Pubblicato da Erminio Ottone il 22 settembre 2010 alle ore 12:12
Questa la notizia Redazionale:
"Anche questa volta l'attenzione degli investigatori ricaduta su una attivit di ristorazione, sita nel centro storico di Orvieto, che pur avendo la disponibilit di circa 150 coperti e riempiendo spesso le sale per "banchetti" che festeggiano matrimoni, comunioni, battesimi ecc., aveva dichiarato l'assunzione di solo 2 dipendenti, di cui uno risultava essere in malattia dal mese di aprile scorso".
Ora se la notizia non doveva essere diffusa,la G.d.F: non avrebbe "notiziato" i giornalisti.
Ma era quella ufficiale, una notizia monca che non conteneva alcun nome.
Ma dall'articolo. redazionale non si evince che le Fiamme Gialle abbiano detto ai rapprentanti della stampa di non indagare oltre per proprio conto.
Ergo le Redazioni che hanno pubblicato,si sono limitate alla velina,non andando oltre e non dicendo ai loro lettori i motivi o criteri di tale scelta e,secondo il mio pensiero,venendo meno anche alla elementare Regola delle 5 W.E poi la notizia quiz era di facile soluzione.
Quanti ristoranti del centro storico possono vantare la possibilita' di effettuare quel tipo di servizio?
Nel 1972 Woodward e Bernestein indagarono il Presidente USA Nixon solo perche' l'essere giornalisti li autorizzava moralmente e civilmente.
Certo ad Orvieto non esiste uno scandalo Watergate,ma quello di piu' piccolo che c'e', va portato allo scoperto.
E c'e' e c'e'!!!
Altrimenti non ci ritroveremmo nella penosa situazione attuale,che "se tutto va bene,siamo rovinati !!!".

Pubblicato da x erminio ottone il 23 settembre 2010 alle ore 17:15
Certo ad Orvieto non esiste uno scandalo Watergate,ma quello di piu' piccolo che c'e', va portato allo scoperto.
E c'e' e c'e'!!!
Altrimenti non ci ritroveremmo nella penosa situazione attuale,che "se tutto va bene,siamo rovinati !!!".

Molto interessante, i punti esclamative dopo il c' e c' mi fanno pensare che lei non sia a conoscenza delle solite chiacchiere di paese ma consca fatti e circostanze di situazione illegali o illecite.

Leggendola sono certo che il suo senso civico non fara s che la sua affermazione passi come una banale illazione pubblicata in un commento ma di certo lei da buon orvietano far una denuncia all'autorit giudiziaria o agli altri organi competenti.

In un rito religioso c' una frase che pi o meno dice che chi sa qualcosa parli adesso o taccia per sempre.

Quindi se uno non sa meglio se sta zitto ma se uno sa e poi ha paura di parlare allora meglio se sta zitto lo stesso

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