cronaca

A Bagnoregio arriva la banda larga, a Orvieto la banda...e basta

giovedì 24 maggio 2007
di Monica Riccio
E’ di questi giorni una nota diffusa dalla Amministrazione Comunale di Bagnoregio, in cui il ViceSindaco Francesco Bigiotti, si dice soddisfatto dell’arrivo, nel proprio territorio comunale, della banda larga definendo l’evento “finalmente un grosso passo avanti contro l'isolamento telematico del nostro territorio”. “Purtroppo i grandi operatori del settore non hanno, sino ad oggi, mostrato alcun interesse ad investire nella comunicazione veloce di internet, un piccolo paese resta sempre fuori dagli interessi economici dei grandi gruppi perché non riesce ad offrire, a parità di costi, un grande bacino di utenza nel quale pescare il proprio tornaconto. Abbiamo dovuto batterci duramente per ottenere un risultato che sembrava impossibile, grazie ad una società che si è resa disponibile ad investire proprie risorse, ora anche Bagnoregio ha fatto il primo, importantissimo, passo verso l'ADSL”- e aggiunge - “Consapevole che questo è solo un piccolo passo, devo dire con un pizzico di orgoglio personale che questo è un grande risultato per lo sviluppo del nostro territorio, sia per i giovani che fanno uso ludico e didattico di internet, sia per professionisti ed aziende che necessitano di trasferire grandi quantità di dati”. Ad Orvieto non possiamo, al momento, cantare la stessa vittoria di Bigiotti. Pur essendo territori di per sé molto vicini e accomunati oltre che da antiche tradizioni sociali e culturali, anche da una viabilità ordinaria che interessa entrambe le zone, c’è da dire, per chi non lo sapesse, che Orvieto è in Umbria e Bagnoregio nel Lazio. L’affermazione, che ad una prima lettura potrebbe sembrare ovvia e riduttiva, in realtà ci porta a considerare come le due Regioni effettuino un approccio decisamente diverso nei modi e nella sostanza nei confronti dello sviluppo tecnologico. Ci basti pensare che il Comune di Porano, a tre o quattro passi da Orvieto e Bagnoregio, non può ancora contare sul servizio di ADSL, pur essendo facilmente collegabile sia ad un POP che all’altro. Ma senza andare troppo lontano anche la zona industriale di Orvieto, ovvero tutta l’area di Bardano, soffre di una sindrome di internet-deficienza semi-acquisita, manca cioè per tutte le aziende che vi operano (le piccole-medie aziende viaggiano su collegamenti a dir poco antiquati, le grandi aziende su connessioni dedicate con costi assolutamente proibitivi) la possibilità di utilizzare collegamenti veloci che ormai in gran parte del mondo civile fanno parte di un normale lavoro gestionale e logistico. Il tutto si traduce in un rallentamento del lavoro quotidiano anziché in un alleggerimento e in una visione distorta delle reali potenzialità di collegamenti veloci e applicativi che su di essi possano trovare una collocazione ottimale di fruizione. Siti web ormai realizzati esclusivamente per l’accesso con banda larga, tv, servizi via internet, il semplice scambio di dati e informazioni perde gran parte della propria efficienza quando i collegamenti non riescono a supportare il progredire delle applicazioni. In questa ottica se non cercheremo anche noi come il buon Bigiotti di accaparrarsi un POP, le nostre aziende resteranno sempre un passo indietro alle altre, per mancanza di un corretto uso della tecnologia che il resto del mondo produttivo già usa e che, in realtà, già è da considerarsi obsoleta. Ma se pensiamo che nella zona produttiva di Orvieto non è più possibile nemmeno l’installazione di una utenza di rete fissa in quanto la centrale erogatrice sembra aver terminato le “coppie”, come possiamo rispondere efficacemente ad una crescente domanda di tecnologia che arriva dalla utenza professionale e privata? Per ora non si vede all’orizzonte altro che Centralcom. Che sia la soluzione? Taca banda...

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