cronaca

A Todi vietato 'Il Codice da Vinci' dalla Curia vescovile. Dura reazione dei radicali umbri della Rosa nel Pugno

venerdì 26 maggio 2006
Gli abitanti di Todi potranno assistere alla proiezione del film “Il Codice da Vinci” solo andando in trasferta a Perugia o a Terni. La curia vescovile di Todi e Orvieto ha infatti deciso di non proiettare nell'unica sala esistente a Todi, che č di proprietŕ del seminario vescovile, il lavoro cinematografico tratto dal fortunato romanzo di Dan Brown, con la motivazione che si tratta di un testo “blasfemo e offensivo nei confronti della fede cattolica”. Dura la reazione dei radicali umbri della "Rosa nel Pugno', che in una nota stampa sottoscritta da Francesco Pullia, Tommaso Ciacca, Domenico Cialfi, Bruno Maurizi e Marcello Ricci affermano: "Fa piacere constatare che nel terzo millennio ci sia qualcuno che si prenda l’onere e l’onore di stabilire cosa debba o non debba essere visto dal popolo e, per di piů, ritenga, urbi et orbi, valevole e insindacabile il proprio criterio di giudizio. Di certo i cittadini si sentiranno sollevati dal dovere affrontare uno sforzo al di sopra delle loro capacitŕ… Per la Chiesa i fedeli sono gregge e come tale devono essere considerati. Come nel Medioevo, come tra i talebani, la libertŕ fa paura ed č necessario, quindi, che al popolo bue si mettano le bende e la mordacchia. A questo punto proponiamo che la Chiesa ripristini l’Indice per evitare che le buone pecorelle siano indotte al peccato".

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