cronaca

Dick Cheney in visita sulla Rupe

sabato 24 gennaio 2004

Il vice di George  W. Bush arriverà domani mattina attorno alle 10 ad Orvieto. Non si conosce il motivo ufficiale della sua presenza , ma pare che Dick Cheney visiterà in mattinata il Duomo di Orvieto e pranzerà attorno alle 12 e 30 in un ristorante del centro storico (chiaramente top-secret). Tutte le forze dell'ordine  saranno mobilitate, la polizia stradale si occuperà della scorta del politico americano dal tratto autostradale di competenza fino alle porte della città. Poi gli uomini del commissariato, i carabinieri e la guardia di fiananza si occuperanno della sorveglianza in città. La visita è stata programmata due giorni fa dallo stesso ambasciatore degli States Melvin Sembler che è venuto ad Orvieto personalmente per prendere tutti gli accordi.

Il vicepresidente americano Dick Cheney e' arrivato poco fa a Roma da Davos, in Svizzera, dove ha preso parte al Forum economico mondiale. Dopo un sabato sera e una domenica da turista, Cheney incontrera' lunedi' mattina il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e poi si rechera' al Senato, dove terra' un discorso. In serata l'appuntamento a Villa Madama con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Martedi' il numero 2 della Casa Bianca verra' ricevuto in Vaticano da Giovanni Paolo II. L'ultimo impegno di Cheney sara' la visita al cimitero americano di Nettuno, dove si rechera' con il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.

Chi è Dick Cheney

Non sono stati gli anni a frenarlo (62), ma i tre infarti e i quattro by-pass. Troppi per diventare il presidente della più grande potenza mondiale. Cheney allora ha arrangiato così le cose: il ruolo pubblico, gli onori, i riflettori li ha assegnati a Bush jr, più giovane e prestante. Per sé ha tenuto il potere. Se George W. è il cowboy, lo sceriffo dell'impero, Dick assolve la funzione del banchiere, dell'amministratore delegato. Defilato e laconico, come sono tutti i mandarini dell'establishment, Cheney ha attraversato e occupato le stanze del potere per 30 anni.
I suoi primi incarichi risalgono al 1969, presidenza Nixon, come luogotenente e fedele servitore di un ambizioso deputato repubblicano dell'Illinois, Donald Rumsfeld. Quando Rumsfeld viene promosso da Gerald Ford a capo dello staff della Casa Bianca, Cheney lo segue e diventa suo vice.
Di lui si dice che è come un elettrodomestico, "lo attacchi e funziona". Il suo lavoro dietro le quinte è apprezzato e prezioso (il nome in codice "Backseat", sedile posteriore, sembra tagliato su misura per lui) e quando Rumsfeld viene nominato Segretario alla Difesa, Dick a 34 anni diventa il più giovane capo dello staff della White House nella storia. Una specie di miracolo per uno studente mediocre, estromesso dall'università di Yale dopo quattro semestri. Il vice-presidente alle bibiloteche preferiva il football, le partite a carte e la birra. Furono la futura moglie Lynne e due arresti per guida in stato di ebbrezza a indurlo a riprendere gli studi nella più accessibile University of Wyoming, dove si laureò in political science. È singolare il fatto che l'ideologo e fautore della guerra preventiva non abbia mai imbracciato personalmente un fucile: il Vietnam lo evita con i rinvii universitari e poi con il matrimonio.

Nel 1977, al termine del mandato di Ford, Cheney riuscì a farsi eleggere al Congresso come unico deputato repubblicano del Wyoming e in quella carica si confermò per 5 mandati. La sua scalata continuò nel partito e nell'assemblea legislativa. Nel 1988 è eletto capogruppo della minoranza repubblicana alla camera dei deputati. Con l'avvento di Bush sr., Cheney viene nominato Segretario alla Difesa, carica che mantiene dal marzo 1989 al gennaio 1993. Sotto la sua responsabilità vengono condotte due campagne militari di cruciale importanza: Giusta Causa a Panama e Desert Storm in Iraq.
È Cheney ad affidare a Paul Wolfowitz e I. Lewis Libby la formulazione della nuova dottrina sulla "sicurezza nazionale". Gli Stati Uniti non esiteranno a colpire preventivamente e con il massimo della forza militare ogni potenza ostile, che possa costituire una minaccia e sia sospettata di possedere armi di distruzione di massa. Attualmente Wolfowitz è vice-segretario alla Difesa, e Libby capo dello staff di Cheney..
Ma non è solo in campo militare e di politica estera che si dispiega l'influenza del vice-presidente: rafforzamento dell'esecutivo, sospensione dei diritti civili, estensione dei poteri di polizia, legislazione anti-abortista, tagli all'assistenza e ai servizi publici, conquista di nuovi mercati per il capitale americano, finanziamento pubblico alla ricerca militare, insofferenza verso ogni accordo e vincolo di tutela ambientale (apertura di nuovi pozzi di petrolio in Alaska, rifiuto di sottoscrivere il protocollo di Kyoto), tutti gli articoli di fede della "nuova destra" repubblicana trovano in Cheney un pacato quanto deciso assertore, nonché accorto esecutore.
La formazione e la carriera politica non hanno impedito a Dick Cheney di sperimentare le sue doti anche nel business. Abbandonati gli incarichi di governo, durante la presidenza Clinton, si è seduto al Board of Directors dell'American Petroleum Institute e successivamente è divenuto Presidente e CEO di Halliburton, una corporation multinazionale texana con oltre 100 mila dipendenti. Sotto la direzione di Cheney la compagnia ha raddoppiato le sue donazioni alla politica (considerate legali negli Usa) e ottenuto 2,3 miliardi di dollari di commesse pubbliche. Per sé Dick ha tenuto uno stipendio annuo di 1,3 milioni di dollari e il frutto di 18 milioni di stock-options.
La rentrée politica, fulminante e trionfale, la fa con il giovane Bush, di cui diventa il vice-presidente nel gennaio 2001. L'attentato dell'11 settembre 2001 gonfia le vele alla sua visione neoconservatrice della missione americana. Chi lo conosce bene, sa che dietro la faccia bonaria si nasconde un mastino. Un ex-collega, membro del Congresso, lo ha testimoniato: "Ha l'apparenza del tipo tranquillo e pacato, ma dentro è molto aggressivo, deciso a rischiare".

 

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