cronaca

Una domenica di orrore e follia nella frazione di Casa Perazza

domenica 15 dicembre 2002
Una domenica mattina come tutte altre, una giornata che si annunciava serena per la famiglia di Silvano Sabatini e Mara Cicala. Marito e moglie, lui dipendente dell'Itelco, lei impiegata alla ditta Carloni entrambi di trentadue anni, si stavano preparando per trascorrere una giornata in casa insieme all'adorata figlioletta di tre anni quando è esplosa la tragedia della follia. Ad un certo punto, quando erano da poco passate le undici e mezzo, è accaduto l'incredibile.

Dopo aver fatto colazione con i genitori della moglie, Sabatini e Mara Cicala avevano fatto ritorno a casa loro con la bimba. Ad un certo punto i vicini hanno sentito la donna urlare in maniera impressionante. Qualcuno è uscito di casa, sono accorsi i genitori di lei. All'interno dell'appartamento si stava compiendo un massacro terribile. Sabatini ha colpito la donna con un coltello da cucina, lei ha cercato di divincolarsi di scappare nelle altre stanze. Lui l'ha inseguita con una ferocia alimentata da un raptus irrefrenabile.

L'ha colpita ancora in varie parti del corpo fin quando la donna è spirata in una pozza di sangue davanti all'ingresso della cucina. Alla scena avrebbe assistito la bambina che si trovava in casa con i genitori. Subito dopo Silvano Sabatini è salito sul tetto di casa e si è gettato di sotto da un'altezza di quasi dieci metri. Ha riportato un gravissimo trauma cranico e pesanti lesioni in varie parti del corpo.

Ricoverato d'urgenza con un elicottero all'ospedale San Camillo di Roma è adesso in prognosi riservata. Sul posto sono sopraggiunti immediatamente il sostituto procuratore Carlo di Bello, il capitano dei carabinieri Stefano Ranalletta, il colonnello dei carabinieri Francesco Cirielli, due psichiatre infantili che si sono prese cura della bambina, affidata adesso ad una zia. Sconvolti per l'accaduto i genitori della ragazza che hanno ricevuto la visita anche del parroco del paese don Claudio Gargagli.

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