cronaca

"Vi racconto l'odissea dei pendolari"

lunedì 21 ottobre 2002
Mi "infilo" nella descrizione metafisica fatta dall'On. Giulietti sulla pubblicità di Trenitalia, rispetto alla quotidiana e reale odissea dei pendolari. Molto è stato scritto sui disagi che sono affrontati tutti i giorni da circa 1500 persone che da Orvieto si spostano verso Roma o Firenze, poco però ci si è soffermati su come, a questi nostri concittadini, viene dalle F.S. rubato il tempo di vita.

Un piccolo calcolo; mediamente i treni portano dai 10/15 minuti di ritardo giornalieri, moltiplicati per 5 giorni fanno 75 minuti, moltiplicati per 4, le settimane di lavoro, fanno 300 minuti, moltiplicati per 11, i mesi lavorativi, fanno 3300 minuti, pari a 55 ore.
Pubblichiamo con piacere un articolo che ci ha inviato Giuliano Santelli, attualmente delegato comunale per la Protezione civile, che riassume lo stato attuale del pendolarismo orvietano:

Cinquantacinque ore sottratte a se stessi, alla propria famiglia, ai propri hobby, al tempo libero. A questo, si aggiunga lo stress provocato dai continui ritardi sul proprio posto di lavoro, dalle inevitabili tensioni che si determinano nei rapporti con la propria azienda e i colleghi.

Se fossimo negli Stati Uniti, dove le Associazioni dei Consumatori hanno grande forza e peso, dove esiste una vera legislazione a difesa del "cittadino utente", le F.S. sarebbero sicuramente condannate a risarcire i danni morali e psicologici arrecati ai viaggiatori.

Per questo la pubblicità di Trenitalia è insopportabile, perché da una visione completamente falsa della realtà del trasporto ferroviario. Sedili di velluto rosso/neri, treni puliti dai quali si scorgono paesaggi da fiaba, una splendida signora dalla faccia rilassata e soddisfatta, e la palombella bianca dal nastrino azzurro sulla gambina, che vola a covare le sue uova sul sedile del treno. Tutta la scena sovrastata dalla voce suadente del "narratore" e dalla colonna sonora avvolgente.

Cari pendolari, perché stupirvi, in un mondo dove l'immagine è tutto e dove la realtà è rimossa e nascosta, smettetela di rompere i coglioni, accontentatevi, anche perché alternative non ne avete, o questo treno o niente.

Rimuovetela questa brutta realtà, sognate, guardate il nostro spot, non pensate, se volete stare di più con le vostre famiglie con i vostri figli, fate prendere il treno anche a loro, il sabato o la domenica si viaggia in intercity con solo 10 ?. Recuperete così il tempo perso nei ritardi, sarete in ritardo si, ma con loro, in questo "meraviglioso mondo" delle F.S.

P.S. per favore, se nel frattempo, molto più "realmente" aggiungeste una carrozza sull' I.C. Arno per Roma delle 07.33 sarebbe già una rivoluzione. A proposito della palombella bianca con il nastrino blu sulla gambetta, non sono d'accordo sul suo utilizzo, ne parlerò con la Signora Ebbe Dalle Fabbriche.

Commenta su Facebook

Accadeva il 19 gennaio