Festa patronale a San Venanzo

In un clima di festa, di devozione cristiana e di partecipazione popolare, nel verde comune del Monte Peglia si è svolta la processione e la celebrazione eucaristica per la ricorrenza del Santo Patrono San Venanzio. Un nome sacro, che coincide con la denominazione di un intera comunità con tutte le sue frazioni di montagna.
A presiedere la Santa Messa l'Arcivescovo di Orvieto e Todi Giovanni Marra, accolto dai fedeli e dai sacerdoti e diaconi della locale comunità pastorale di San Venanzo.
Ogni anno in occasione della festa viene portata una fiaccola alla chiesa del paese, accesa presso la basilica di Camerino.
La leggenda racconta che San Venanzio, di ritorno da Roma con appesa al collo la Sua condanna a morte, si sia fermato nelle vicinanze del paese, del quale si stavano costruendo le prime case. Per far abbeverare i cavalli dei soldati che lo avevano in custodia, trafisse con una spada la roccia sopra la quale un cavallo aveva appoggiato la zampa, e dalla fessura sgorgò acqua.
Tuttora, nel paese di San Venanzo si ricorda questo avvenimento celebrando una messa la domenica precedente al 18 maggio proprio presso questa sorgente, che viene chiamata "Il traccio di San Venanzo", per il fatto che nella roccia sembra impresso l'orma di un cavallo.
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