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Morello "Jones" e Striscia la Notizia fanno visita alla Necropoli del Crocifisso del Tufo. Abbandonata? Non ci sembra

martedì 3 gennaio 2012
Morello "Jones" e Striscia la Notizia fanno visita alla Necropoli del Crocifisso del Tufo. Abbandonata? Non ci sembra

La truppa di Striscia la Notizia ha scoperto le bellezze di Orvieto e non vuole più saperne di lasciare la Rupe e dintorni. Dopo il servizio di Mister Neuro sul sindaco-virtuoso Antonio Concina e quello del Gabibbo nazionale al Comune di Baschi in merito a presunte irregolarità sull'area di Salviano, tocca ora a Moreno Morello inoltrarsi ancora nel nostro territorio.

Morello "Jones" stavolta veste i panni dell'archeologo più famoso del grande schermo e, nel servizio mandato in onda da Striscia (qui è possibile visionare lo streaming), parla della Necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo.

"La necropoli, - si legge nel sito web della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, - che costituisce un vasto parco archeologico, è formata da serie di piccole tombe a camera, allineate lungo le vie sepolcrali. La disposizione, frutto di un preciso progetto urbanistico, fornisce preziosi elementi per la conoscenza dell'impianto urbano antico tra il VI e il III sec.a.C. Realizzate in blocchi di tufo, le costruzioni recano sugli architravi il nome del defunto. I primi scavi ottocenteschi restituirono reperti notevolissimi, purtroppo dispersi nei vari musei esteri. Altri importanti corredi, frutto di scavi più recenti, sono esposti al Museo Faina di Orvieto.

La località prende il nome da un crocifisso cinquecentesco scolpito nel tufo e conservato in una cappellina sottostante la zona di San Giovenale. Le prime notizie di trovamenti nella zona risalgono alla fine del Settecento, ma informazioni più consistenti si riferiscono agli anni 1830-31, in occasione dei lavori per la via Cassia Nuova. Ricerche intensissime si ebbero tuttavia nell'ultimo trentennio dell'Ottocento, quando una parte della necropoli fu espropriata dallo Stato e resa visitabile. Le ricerche ripresero negli anni Sessanta del secolo scorso... (continua)"

Non capiamo però come mai il servizio di Striscia si intitoli "Morello Jones e la Necropoli abbandonata". Non ci risulta che il sito archeologico sia abbandonato a se stesso, anzi. La necropoli era anche inserita tra i siti aperti gratuitamente nelle giornate del 25 dicembre e del 1° gennaio su iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Morello "Jones", del resto, nel servizio, parlando della Necropoli non accenna minimamente ad uno stato di incuria o di abbandono del sito, sempre regolarmente visitato da gite e scolaresche e corredato di apposita fermata del servizio urbano di trasporto pubblico.

Un esempio, sostanzialmente, di come i titoli, chissà perché, talvolta non corrispondano al vero tenore dei servizi o delle notizie!

Pubblicato da Ciurcillo il 03 gennaio 2012 alle ore 22:58
Sono d'accordo, la necropoli di Crocifisso del Tufo è abbandonata e non solo dalla Soprintendenza archeologica,anche dalla città. In una delle serate estive dedicate ai beni culturali sono sceso in compagnia di altre persone per il percorso pedonale che conduce alle tombe. Devo dire che se non avessimo avuto le torce saremmo dovuti tornare indietro perché la maggior parte dei lampioni non era funzionante. Il problema maggiore è la manutenzione: varie volte ho accompagnato le scolaresche in gita d'istruzione e quasi sempre ho trovato ovunque erbacce e incuria...
Pubblicato da Claudio Bizzarri il 03 gennaio 2012 alle ore 23:08
Ho in effetti ripescato il servizio in questione e mi sembra che non ci sia alcuna segnalazione relativa a degrado od incuria - e non poteva essere altrimenti. La necropoli è uno dei tasselli portanti del percorso che il PAAO ha costruito attorno alla rupe e le immagini trasmesse ieri, con alcune interessanti riprese dall'alto, ne enfatizzano il rigoroso ordinamento ortogonale, riflesso della società di eguali che componeva la Volsinii arcaica e che ha voluto una vera e propria necropoli, la città dei morti, ai suoi piedi. Proprio lungo l'Anello della Rupe in primavera verranno aperti sia la Grotta dei Tronchi Fossili, con un allestimento didattico, che il Santuario di Cannicella. Per Orvieto è importante consolidare il proprio patrimonio culturale ed archeologico e Crocifisso del Tufo ne è un esempio: non è un caso che proprio i monumenti di questo settore siano stati valorizzati per primi nella seconda metà dell'800, un piccolo parco archeologico ante litteram, che ha poi dato origine al toponimo dell'intera area; tutti infatti sanno che ci si riferisce a quella particolare zona se si usa il termine "tombe etrusche" e non a Cannicella, dove peraltro ci sono monumenti funerari esattamente uguali a quelli di Crocifisso. Le campagne di scavo degli anni '60 del secolo scorso mi sono poi particolarmente care in quanto condotte da mio padre, ispettore prima della Soprintendenza di Firenze e di quella neonata di Perugia poi. Erano gli anni in cui i custodi delle tombe erano Remo e l'Elsa, che abitavano in alto sul tufo, come veri Etruschi e che forse ci si sentivano anche un poco; erano gli anni in cui gli archeologi in visita agli scavi finivano poi a giocare a bocce all'ombra di un maestoso albero di ciliege che ora non c'è più; al tempo se non finivi di scavare una tomba, toccava a te, archeologo, tirare su la tenda e vigilare nelle piacevoli notti estive lungo le pendici settentrionali della Rupe. Forse la penna - tastiera - m'ha preso la mano ma è rassicurante pensare che anche in archeologia - e forse proprio in archeologia - molto ha a che fare con la dimensione umana, quasi che ci sia in noi tutti la disperata ma non dichiarata necessità di vedere che la mano che tendiamo verso il passato possa trovare qualcosa, un ricordo, una testimonianza, un frammento di quelle radici che sappiamo di avere ma delle quali non ricordiamo il nascondiglio. E non importa se siano legami di 40 o di duemila anni or sono......La prossima volta gli estensori dei titoli dei servizi di Striscia lascino da parte il sensazionalismo e si permettano di essere conquistati da un patrimonio che ha pochi rivali - ed il presentatore eviti di saltare sui muri delle tombe......
un saluto Claudio Bizzarri (Direttore PAAO)
Pubblicato da Maria il 04 gennaio 2012 alle ore 12:06

IO pensavo che quelli di Striscia fossero più veri ma evidentemente mi sbagliavo... forse la necropoli è poco pubblicizzata e mal collegata quindi sarebbe il caso che lo IAT e il responsabile del trasporto urbano si dessero una svegliata...

Pubblicato da Mondego il 04 gennaio 2012 alle ore 12:16
Quello che mi fa caso è che chiama CIPPO una STELE e nessuno si è risentito!..."L'informazione a cavolo dei giorni moderni..."
Pubblicato da Roberto M. il 04 gennaio 2012 alle ore 12:42

Ho avuto modo di fare nuovamente visita alla Necropoli giorni fa con un nutrito gruppo di appassionati che sono rimasti affascinati dall'atmosfera magica che regna in quel fantastico luogo che di sicuro abbandonato a se stesso proprio non e' dato l'ordine e la pulizia che vi regnano. Credo anche io che il servizio si riferisse al fatto che come sempre noi italiani abbiamo cosi' tanti tesori ma niente consapevolezza di essere cosi' ricchi

Pubblicato da Morello Jones il 04 gennaio 2012 alle ore 16:48

In quanto direttore dal PAAO può ritenersi fortunato, perche se Morello Jones si fosse spinto un pò oltre e si fosse avventurato nella giungla del parco archeologico dell'anello della rupe non credo ne sarebbe uscito vivo.In quel caso è veramente appropriato il termine incuria e abbandono.Sono anni che dite di voler rendere visitabili la Grotta dei tronchi fossili, la chiesa del Crocifisso del Tufo e il Santuario di Cannicella con la tomba adiacente e sono anni che questi siti continuano ad essere lasciati chiusi o in stato di degrado(erbacce,canne, piante rampicanti sulle rovine tufacee, bottiglie di birra vuote, reti divelte, tetti sfondati).L'unica persona che ha tentato di migliorare un pò la situazione è l'ex assessore alla cultura, a cui va tutta la nostra gratitudine

Pubblicato da Raffaele Davanzo il 04 gennaio 2012 alle ore 18:23
Perché quel servizio, visto che il sito è perfettamente tenuto in ordine (e onore ne va ai custodi e al dottor Paolo Bruschetti) e che in buona sostanza Striscia non denunciava proprio nulla? Mancanza di argomenti per Ricci? O la segnalazione è stata motivata, dietrologicamente parlando, da lotte intestine nel Ministero Beni e Attività Culturali, Direzione Generale Beni Archeologici, per mettere in imbarazzo qualcuno? Apprezzo quanto detto nelle sue conclusioni dal dottor Bizzari, e spero davvero che i telespettatori di Striscia siano stati conquistati da un patrimonio che ha ben pochi rivali: cioè, spero che il servizio sia stato un ottimo spot!
Pubblicato da Claudio Bizzarri il 05 gennaio 2012 alle ore 02:08
A parte gli errori di "stumpa" nel commento di Morello Jones (sic!) credo che dovrebbe essere percepito positivamente quanto detto riguardo la Grotta dei Tronchi Fossili (di prossima apertura appunto), di difficile gestione e proponibile solo su visita guidata vista la deperibilita dei reperti e la notizia relativa al santuario di Cannicella che la Soprintendenza aprirà nella stagione primaverile. Posso assicurare che la gestione del patrimonio culturale è materia complicata, legata a mille livelli diversificati e spesso posta un passo indietro rispetto ad altre necessità, e forse anche giustamente per talune iniziative. Non mancherà comunque l'impegno per valorizzare quanto abbiamo nel nostro territorio, anche con nuove indagini, come quelle nel comune di Castel Viscardo (cfr. digumbria.com).
Ancora un saluto e sempre pronto ad un incontro per discutere pubblicamente sul problema della valorizzione e della conservazione, due distinti livelli di intervento.
Claudio Bizzarri
Pubblicato da Dony il 05 gennaio 2012 alle ore 09:07
Potrei per favore sapere se esiste un autobus pubblico che dal centro di Orvieto conduca alla necropoli? O, in alternativa, quanto sia lontana ed eventualmente raggiungibile a piedi da Piazza della Repubblica? Ogni volta che vengo ad Orvieto mi ripropongo di visitarla, ma mi vengono date informazioni scoraggianti in merito ai mezzi pubblici....idem dicasi per le località del circondario, a me sconosciute, che pare abbiano collegamenti pubblici regolari solo durante le giornate scolastiche e non nei periodi di chiusura della stessa come Natale o Capodanno (quando pero' c'e' grande affluenza turistica, grazie ad UJW). Grazie mille...
Pubblicato da Il predatore del PAAO perduto il 05 gennaio 2012 alle ore 16:16
Apprezzo l'impegno, ma credo sia il caso di iniziare da subito con alcuni interventi urgenti di consolidamento e di manutenzione del verde nelle zone del PAAO non pubblicizzate da Striscia.In caso contrario rischieremmo di non aver nulla da aprire al pubblico in primavera.Bisognerebbe anche evitare di pubblicizzare il PAAO nel frattempo per evitare ai turisti questo spettacolo indecoroso.Ritengo inoltre opportuno coprire le vergogne del parco transennando e occultando per motivi di sicurezza i siti sepolti dalla vegetazione e non accessibili...Credo che per il momento sia il caso di far sparire i depliants del PAAO per evitare che qualche turista ci finisca intrappolato per sbaglio...Avrà forse capito che non tutti sono orgogliosi come lei di quello che è stato fatto e si fa per tutelare i nostri importantissimi beni archeologici.Non ci meritiamo tante ricchezze.Ogni tanto bisognerebbe anche un pò vergognarsi...
Pubblicato da Claudio Bizzarri il 05 gennaio 2012 alle ore 19:34
Non avendo io nulla di cui vergognarmi ripeto la disponibilità ad un incontro pubblico dove sarebbe difficile nascondersi dietro uno pseudonimo.un saluto
Claudio Bizzarri
Pubblicato da Morello PAAO il 05 gennaio 2012 alle ore 22:58
Nulla in contrario.Perchè non approfittare per riflettere sul progetto originario del PAAO (partito da un'idea di Adriano Casasole) e su cosa è stato e non è stato realizzato in tutti questi anni?Bisognerebbe capire perchè molte di queste brillanti idee sono rimaste solo sulla carta o sulle cartine(o mappe del tesoro) disseminate un pò ovunque.Prima di andare alla ricerca del FANUM bisognerebbe disseppellire le meraviglie che hanno reso Orvieto un punto di riferimento per i maggiori studiosi di etruscologia a livello internazionale.La necropoli del Crocifisso del Tufo è solo la punta dell'iceberg e non è nemmeno la scoperta più eclatante.C'è tutto un universo da far riemergere e da valorizzare.C'è ancora molto lavoro da fare: questa è una grande reponsabilità e un'occasione per lei e per tutti gli addetti ai lavori: spero che se ne renda conto e che ne approfitti.

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