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Cenni storici

venerdì 25 maggio 2007
La festa della Palombella con la quale annualmente ad Orvieto si celebra la Pentecoste è vecchia ormai di sei secoli, tanti ne sono trascorsi da quando - agli inizi del 1400 - la nobildonna Giovanna Monaldeschi della Cervara ne stabilì, con un lascito, l'istituzione una vecchia manifestazione, per modo di dire, s'intende, perché in tutto questo tempo niente ha perduto della sua freschezza e del suo fascino di festa popolare nella quale con ingenua, ma suggestiva fedeltà alla liturgia, si rappresenta la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Madonna. Una bianca colomba inizialmente legata con nastri rossi ad una raggiera, successivamente intubata in un cilindro di plexiglass, discende, sospinta da razzi, lungo un cavo di acciaio teso fra il tiburio della Chiesa di San Francesco ed un Cenacolo, che riproduce il disegno del Reliquiario di San Savino opera degli orafi senesi Ugolino di Vieri e Viva di Lando, che viene allestito davanti alla porta maggiore della Cattedrale. Quando la Palombella al termine della sua corsa, giunge al Cenacolo "s'incendiano i mille botti" , come pittorescamente annota un antico cronista, scoppia cioè una nutrita salva di mortaretti e sulla testa della Madonna e degli Apostoli raffigurati in atto di preghiera si accendono le rosse fiammelle di cui parlano le Sacre Scritture. Originariamente la festa della Palombella si svolgeva all'interno del Duomo, dal 1845 in poi, per rispetto della santità ed incolumità della Cattedrale, si spostò sulla piazza del Duomo, facendola partire dai tetti dei palazzi Saracinelli e Faina. Soltanto dal 1940, dal tetto della Chiesa di San Francesco. A mezzogiorno in punto è il Capomastro della Fabbrica del Duomo, come vuole la consuetudine, ad ordinare con un cenno, dopo aver ricevuto il via dal Vescovo che si trova sulla loggia del Palazzo dell’Opera del Duomo, che vengano accesi i razzi sistemati nella parte posteriore della raggiera, così che la colomba simboleggiante lo Spirito Santo inizi la sua discesa. E tra gli applausi, venga poi consegnata ad una giovane coppia di sposi novelli.

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