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Antichi vitigni al "Podere Comune", si mettono a dimora 60 viti autoctone

giovedì 28 marzo 2019
di Davide Pompei
Antichi vitigni al "Podere Comune", si mettono a dimora 60 viti autoctone

Dopo "I Frutti Nostri", è la volta de "Gli Antichi Vitigni". Nel solco di quanto di buono già seminato, le specie del territorio tornano a casa. Proseguono, infatti, a Montegabbione le iniziative che puntano al recupero di varietà locali per accrescere le ricchezze del territorio. E se le priorità restano la promozione e la valorizzazione della biodiversità di interesse agrario, a poche settimane dalla messa a dimora di oltre 30 alberi da frutto, meli e peri di varietà locali autoctone, su quegli stessi terreni comunali in località Sant'Egidio è il tempo delle viti.

Qui giovedì 28 marzo a partire dalle 10 sarà allestita una vera e propria vigna con una sessantina di piante di varietà che provengono da antiche vigne del territorio del Comune, alcune ormai completamente inglobate dal bosco ma con viti che in maniera sorprendente ancora sopravvivono e, in alcuni casi, sono ormai diventate di dimensioni enormi. "Una di queste, unica sopravvissuta di un antico vigneto probabilmente settecentesco – spiega il sindaco, Fabio Roncellala stiamo addirittura sottoponendo a tutela come albero monumentale".

Il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria di Arezzo, in collaborazione con il Comune di Montegabbione e una decina di aziende agricole locali, intanto, ha avuto l'incarico di recuperare, catalogare, individuare e riprodurre questi antichi vitigni. L'individuazione è stata effettuata mediante l'esame del DNA. Tra le varietà analizzate, sei risultano sconosciute, ovvero non riconducibili a vitigni già noti.

"Il vigneto che andiamo a creare – sottolinea il primo cittadino – è finalizzato alla conservazione di tali varietà autoctone, per la tutela della biodiversità e la promozione del territorio. Questo va a completare e valorizzare il lavoro che stanno facendo in parallelo le aziende agricole, giustamente teso primariamente ad individuare i vitigni più interessanti per la vinificazione". Il tutto rientra nell'ambito della progettualità di "Montegabbione Bio" e, in particolare, nella filosofia operativa di "Podere Comune".

Il progetto che impiega terreni comunali è finalizzato alla tutela della biodiversità, al recupero delle varietà autoctone e/o antiche, e alla promozione della costituzione di filiere locali cortissime e di alta qualità, anche dal punto di vista nutrizionale e salutistico. È stato fatto un lavoro in questo senso ad esempio con i grani antichi e con il farro. Al terzo anno di semina, ora anche diverse aziende agricole del territorio hanno scelto di dedicare terreni alle stesse sementi.

Dal grano al pane, non più tardi di domenica 17 marzo, l'esperto Claudio Pozzi ha condotto un laboratorio sulla panificazione, con lievito madre ultracentenario e farina di miscuglio di grano tenero coltivato nel Podere Comune. Un'occasione per parlare anche di lieviti, farine, grani locali, arte bianca e intolleranze alimentari, arricchita dall'esperienza di tornare a casa con la propria pagnotta, impastata e cotta nel forno a legna del paese dove ogni settimana si produce il pane di farro. Con lo stesso spirito, il Podere Comune ha prodotto anche lenticchie, miglio e foraggi.

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