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ATI4, gli interventi nell'Orvietano

giovedì 15 dicembre 2011

Nell'incontro è stata fornita un'ampia informazione sullo stato di attuazione degli investimenti finalizzati alla realizzazione di opere quali: l'acquedotto di Castelgiorgio, Castel Viscardo e Orvieto che si sviluppa su una lunghezza 14.175 mt pari ad un costo effettivo di 3.157,74 ml/euro (effettuato tra il 2005 e il 2010), l'impianto per l'abbattimento dell'alluminio colloidale di Castel Giorgio e Sassotagliato di Orvieto realizzato tra gennaio e novembre 2010 con un costo effettivo 2.083,252 ml/euro, il depuratore di Castel Viscardo / Allerona (per un costo di 1.655,190 ml/euro a servizio di 2.500 abitanti, con una dotazione idrica di 300/ab e una portata media giornaliera di 600 metri cubi) e, infine, la fontanella di acqua pubblica frizzante a Castel Giorgio.

Più precisamente, l'acquedotto di Castelgiorgio, Castel Viscardo e Orvieto costituisce il primo lotto di una importante opera di pertinenza dell'ATI 4 già inserita nel primo stralcio del piano degli interventi predisposto dalla Regione Umbria per fronteggiare la grave crisi di approvvigionamento idrico che colpì il territorio regionale fino a dicembre 2002. Si tratta di un tratto significativo del nuovo sistema di acquedotti dell'ATI 4 Umbria previsto nel Piano di Ambito, vale a dire il nuovo approvvigionamento idrico di Castel Giorgio con l'adduttrice a servizio, appunto, dei Comuni di Castelgiorgio, Castel Viscardo e Orvieto per poi proseguire, con un secondo lotto, sino ad Allerona. Cioè il nuovo acquedotto Orvieto / Allerona da realizzare. L'acquedotto Castelgiorgio / Castel Viscardo / Orvieto ha permesso di stabilizzare le portate immesse e distribuite nelle reti acquedottistiche dei tre comuni.

L'intervento ha riguardato la realizzazione di: due opere di presa su pozzi precedentemente realizzati dalla Regione, due condotte di mandata, due adduttrici in tubazioni di ghisa e due serbatoi in cemento armato in località Montiolo e Monte Cerreto, oltre alle opere accessorie e di controllo e supervisione, comprese tre derivazioni per Castel Giorgio, Porano e Alfina. In questo caso si tratta degli interventi su:
- sistema di captazione mediante due pozzi realizzato dalla Regione nell'ambito del progetto "PTTA 1994/96. Bacini idrografici - Risorse idriche sotterranee integrative e sostitutive da destinare al consumo umano: verifica delle portate estraibili",
- condotte di sollevamento a due vasche di carico situate a Monte Cerreto (500 mc) e Montiolo (750 mc) rispettivamente della lunghezza di 1032 e 431 metri,
- condotta adduttrice dalla vasca di Monte Cerreto al serbatoio di Sasso Tagliato di Orvieto per uno sviluppo di 5.108 metri in ghisa;
- condotta adduttrice da Montiolo ai serbatoi di Castel Giorgio e Castel Viscardo di 7.604 metri,
- i manufatti di derivazione per gli abitati di Castel Giorgio e Porano, oltre alle necessarie al funzionamento del sistema.
I lavori sono stati ultimati e collaudati il 23 dicembre 2010. L'opera è stata realizzata per il 60% con fondi del Ministero dell'Economia e delle Finanze e per il restante 40% con un finanziamento a carico dell'ATI 4 Umbria.

L'altro intervento consistente è quello degli impianti di abbattimento dell'alluminio che si è reso necessario, nei primi mesi del 2010, a causa come è noto, delle consistenti e concentrate precipitazioni piovose. In quel periodo accadde, infatti, che l'alluminio colloidale (naturalmente presente nei suoli di origine vulcanica e nelle falde acquifere più superficiali) si mobilitasse andando a contaminare le falde più profonde destinate all'uso idropotabile con una concentrazione fino a 1200 mg/l rispetto al limite di legge ammesso di 200 mg/l, compromettendo la risorsa idrica dal punto di vista della qualità tanto da indurre le autorità locali e il gestore del servizio idrico a ridurre e addirittura sospendere l'immissione in rete delle risorse locali, in particolare nei comuni di Orvieto e Porano. Nella prima fase dell'emergenza per assicurare comunque l'approvvigionamento idrico alla popolazione, l'acqua venne rifornita attraverso autobotti, poi il sistema è stato stabilizzato con l'installazione dei primi impianti di abbattimento dell'alluminio.
In aggiunta a questo problema c'era anche quello annoso dell'arsenico di cui sono ricche le risorse idriche dell'acquifero orvietano (denominato vulcanico-vulsino) in ragione delle caratteristiche geologiche del relativo bacino per il quale da oltre due anni era in atto una deroga del Ministero della Salute con scadenza definitiva il 31 dicembre 2010 e non più prorogabile.

Il superamento della prima emergenza venne affrontato dall'ATI 4 Umbria, attraverso la società SII, con una strategia diversificata mediante l'acquisto e la distribuzione sui territori dei comuni di Orvieto e Porano di un elevato numero di serbatoi mobili alimentati con acqua potabile trasportata da località non interessate dal fenomeno ed integrando la fornitura trasportata con la risorsa della sorgente del Tione, concessa per l'occasione dall'omonima società delle acque minerali. Ma anche garantendo ai comuni di Castel Giorgio e Castel Viscardo, la fornitura idropotabile da acquedotto, ovvero acquistando un maggiore quantitativo di acqua dall'acquedotto Viterbese (fornitore ordinario di parte della risorsa utilizzata per il servizio idrico), riducendo o addirittura eliminando l'immissione in rete dell'acqua locale con elevato tasso di alluminio.
Per il superamento definitivo delle criticità dovute all'alluminio ed arsenico, ATI 4 Umbria attraverso il gestore del servizio, ha però predisposto una strategia di interventi da attuare per stralci successivi attraverso il progetto preliminare (redatto nel luglio 2010) del 1° e 2° stralcio e quello di fattibilità del 3° e 4° stralcio per l'importo complessivo di 10.259.448,50 euro.

I primi due stralci sono stati realizzati. Il primo intervento riguarda gli impianti di potabilizzazione per la riduzione del parametro alluminio (realizzati in fase di emergenza) per l'importo di 1.038.134,30 euro. Consistono nell'impianto di trattamento alluminio presso il serbatoio di Sassotagliato per garantire la potabilità delle acque in distribuzione ad Orvieto centro, Ciconia, Orvieto scalo, Bardano e Sferracavallo; ed altri due impianti di trattamento nel comune di Porano (siti di Rosario e Capita) oltre alle opere accessorie.
Il secondo stralcio realizzato è relativo agli impianti di potabilizzazione per la riduzione del parametro arsenico e alluminio a seguito degli impegni assunti con il Ministero della Salute con la richiesta della terza deroga per il parametro arsenico; oltre alla redazione del progetto "Indagine idrogeologica di dettaglio dell'acquifero vulcanico vulsino" propedeutico al sistema acquedottistico Orvietano. Il tutto per l'importo complessivo di 1.292.794,87 euro.
Sono invece in attesa di finanziamento il 3° e 4° stralcio. Cioè: l'installazione dell'impianto di potabilizzazione per la riduzione del parametro arsenico e la realizzazione del collegamento dell'acquedotto Orvieto-Porano per l'importo di 1.842.082,01 euro e la realizzazione del collegamento dell'acquedotto Orvieto/Allerona per l'importo di 5.880.939,50 euro.

La realizzazione del depuratore di Castel Viscardo ha riguardato, invece, la realizzazione della linea liquami (sollevamento con elettropompe sommerse, grigliatura fine automatica e griglia manuale di by pass, dissabbiatura e classificazione sabbie, processo biologico, produzione aria compressa a servizio dell'ossidazione, sedimentazione finale, trattamento terziari per l'abbattimento del fosforo e la rimozione dei solidi sospesi, disinfezione finale ) e la linea fanghi (sollevamento fanghi da pozzetto di riciclo e supero, stabilizzazione aerobica, ispessimento meccanico, disidratazione meccanica, letti di essiccamento).

Complessivamente tali interventi hanno consentito di ripristinare ed integrare la qualità e la quantità della fornitura idropotabile a servizio delle singole comunità, permettendo di superare le emergenze momentanee dovute alla presenza eccessiva di arsenico e alluminio nelle captazioni, e soprattutto stabilizzare per il futuro la potabilità dell'acqua distribuita in rete.
Inoltre, gli studi idrogeologici in corso da alcuni mesi, permetteranno di conoscere nel dettaglio le potenzialità delle risorse idriche del luogo, individuando quelle qualitativamente migliori per consentire il rifornimento idropotabile anche dei territori a nord di Orvieto. Da ultimo, la realizzazione del nuovo depuratore in località Pianlungo nel Comune di Castel Viscardo permetterà il trattamento delle acque reflue secondo le tecnologie più avanzate, tali da eliminare una serie di piccoli impianti esistenti non conformi alle nuove normative.


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