ambiente

Sao-Acea illustra lo sviluppo industriale dell'impianto "Le Crete" alla Commissione consiliare Ambiente. Cardine del progetto, la differenziata

mercoledì 22 settembre 2010

Si è svolta nel pomeriggio di martedì 21 settembre l'annunciata audizione della 4^ Commissione Consiliare "Urbanistica, Ambiente, Assetto del Territorio" sul progetto di sviluppo industriale proposto da Sao/Acea per il revamping dell'impianto di trattamento rifiuti e per l'ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi in località "Le Crete". Presenti, oltre ai consiglieri membri della Commissione, l'Assessore all'Ambiente della Provincia di Terni Fabrizio Bellini, il Sindaco di Orvieto Antonio Concina, il presidente del Consiglio comunale Marco Frizza, il Presidente della società SAO Ing. Giorgio Custodi, il Direttore del settore Rifiuti ed Energia dai rifiuti di ACEA Luciano Piacenti, l'Assessore comunale all'Ambiente Roberta Tardani, i dirigenti del Comune. Assente, per sopraggiunti impegni in Regione, l'Assessore regionale Silvano Rometti, rappresentato dal funzionario del Settore Ambiente Pierluca Proietti.

In apertura, il Presidente della commissione Evasio Gialletti ha spiegato che "l'audizione è stata voluta dalla commissione, d'intesa con la presidenza del Consiglio comunale ed il Sindaco, come contributo di conoscenza all'Assemblea Civica che prima di ogni altro dovrà svolgere il ruolo che le compete in termini di valutazione, indirizzo e decisione". Anche il Sindaco Antonio Concina ha sottolineato che "in sede di audizione nessuno è animato da vizi ideologici, preconcetti né ragionamenti arcaici" ed ha invitato i presenti "ad affrontare gli argomenti laicamente, tenendo conto che il tema è delicatissimo e riguarda il cuore del nostro territorio, degli interessi della città, dei cittadini e delle generazioni che verranno. I diversi ruoli che ricopro di V. Presidente dell'Ati 4, di Sindaco di Orvieto e di rappresentante istituzionale capofila dei Comuni del territorio, mi impongono di sottolineare due esigenze precise: la sostenibilità ambientale e sociale e la redditività di qualsiasi impianto industriale che possa essere concepito nel nostro territorio".

L'audizione è stata definita "una opportunità importante" dal rappresentante di Acea Ing. Roberto Piacenti "perché - ha detto - sulla discarica si parla molto, in tante sedi, anche a sproposito con scarsa cognizione di causa. Purtroppo c'è tanto sentito dire per un progetto realizzato nell'ambito della pianificazione regionale di settore che, come azienda, abbiamo fatto proprio. Un progetto a nostro giudizio valido, sostenibile, rispettoso dell'ambiente e del territorio".
Anche il presidente della Sao, Giorgio Custodi, ha fatto precedere l'illustrazione analitica del progetto di revamping dal ringraziamento per l'invito all'audizione che ha definito "una opportunità unica di poter esporre le caratteristiche principali del progetto industriale integrato che si basa sulle normative nazionali, che recepiscono a loro volta quelle europee, poi tradotte nel Piano Regionale Rifiuti". "E' stato fatto del terrorismo psicologico su questa nostra iniziativa - ha aggiunto - si tratta in realtà di un progetto di sviluppo finalizzato alla raccolta differenziata, al recupero di energia e di materia. Dopo quello fatto dal precedente Consiglio comunale nel 2008 invito tutti i consiglieri ad un sopralluogo presso i nostri impianti. Il sito ‘Le Crete' è autorizzato in autorizzazione integrata ambientale ed assolve a tutte le prescrizioni ambientali. Gli impianti esistenti e le ipotesi di sviluppo inoltre rientrano nel PRG comunale. Attualmente stiamo precorrendo l'iter di certificazione Emas data dagli enti di controllo, che ci costringe alla pubblicazione dei risultati dei controlli che vengono effettuati".

Passando poi alla descrizione tecnica del progetto, Custodi ha illustrato lo scenario della pianificazione regionale approvata a maggio 2009 e dell'ambito Ati 4 soffermandosi sugli obiettivi della raccolta differenziata attraverso l'adozione di provvedimenti indirizzati al superamento delle attuali criticità, ovvero l'individuazione di una serie di priorità d'intervento funzionali al più rapido conseguimento degli obiettivi (65% nel 2012). Quanto agli obiettivi del progetto Sao/Acea ha ricordato che essi sono: il massimo recupero di materia e di energia in linea con gli obiettivi del Protocollo di Kyoto; rinnovare e migliorare la qualità tecnologica dell'intero polo di trattamento, recupero e smaltimento rifiuti; conseguire più elevati standard di efficienza e sicurezza; fronteggiare le esigenze di conferimento in linea con l'indirizzo degli strumenti di pianificazione, delle norme e delle migliori tecniche disponibili. Implementazione di tecnologie che consentono di migliorare il trattamento della frazione organica per produrre energia con effetti sulla tariffa a carico dei Comuni.
Tutto ciò, attraverso la rimodulazione dell'intero impianto con il miglioramento del processo biologico mediante l'implementazione di una sezione di digestione anaerobica (in sostituzione del trattamento aerobico preesistente) con produzione di energia, compost di qualità ed ottimizzazione dei processi di recupero già in atto. In questo quadro, l'ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi si rende necessario per far fronte alle esigenze evidenziate nel PRGR, conseguentemente allo slittamento dei tempi necessari per il raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata, e per consentire la continuità del servizio pubblico essenziale allo smaltimento dei rifiuti a fronte dell'esaurimento della volumetria della discarica in esercizio prevista per il 2012.

L'Ing. Custodi ha riferito che il progetto, composto di oltre 110 tavole corredate da studi e strumenti aggiuntivi, scaturisce dalla presa visione di altre soluzioni approntate all'estero (Austria, Germania, Olanda e Regno Unito) e in Italia e che l'investimento complessivo di Sao/Acea supera i 60 milioni di euro, di cui una grossa parte riguardanti l'impianto. "Un investimento - ha precisato - con un effetto sull'economia del territorio non indifferente, che oggi a Orvieto dà lavoro direttamente a 50 persone e, indirettamente, ad altre decine di persone a Terni e Roma". Il progetto è stato elaborato da Sao con il supporto di ingegneria di Acea e di altri collaboratori, fra cui: le Università di Milano, Siena e il CNR.

Successivamente, il presidente di Sao ha illustrato l'articolazione dei vari interventi di ristrutturazione dell'impianto di selezione, biostabilizzazione, compostaggio di qualità e messa in riserva dei rifiuti e quelli di ampliamento del sito per rifiuti non pericolosi precisando che la "sopraelevazione è di 9 metri e non di 64, cioè la quota complessiva da quando è iniziata la discarica a quando si chiude, e che resta all'interno della formazione calanchiva".
Prima di passare all'illustrazione del trattamento della frazione organica da raccolta differenziata che, ha detto: "costituisce il cardine del progetto per il revamping dell'impianto finalizzato alla produzione di compost di qualità, di energie elettrica ed al massimo recupero della materia", Custodi ha insistito sull'importanza della "capacità dei comuni del territorio orvietano di raccogliere la frazione organica di qualità e quantità; diversamente, infatti, l'impianto non avrebbe gli stessi risultati. Il mancato avvio della raccolta differenziata oggi è una delle cause del riempimento della discarica. Il nostro guadagno non è in funzione del riempimento ma della trasformazione di quello che viene conferito. Il 65% della raccolta differenziata richiede comunque l'ampliamento dell'impianto. I dati dell'ampliamento del terzo calanco dimostrano che si tratta di una discarica di modeste dimensioni".

L'energia prodotta dal sistema di trattamento e smaltimento rifiuti è stata quantificata in 4,5 MWh ovvero una produzione energetica stimata al 2024 del 540.000 MWh, pari al risparmio di circa 100.000 tonnellate di petrolio e 378.000 tonnellate di gas serra. Il progetto si completa, infine, con la sezione dedicata alla ricomposizione del paesaggio.

Nel dibattito che è seguito il Sindaco Concina ha osservato che "siamo di fronte al PRR nato nel 2009 al quale l'attuale amministrazione comunale non ha dato alcun tipo di contributo. Comunque esiste e ne vanno valutate le coerenze con il piano Sao/Acea su cui abbiamo alcune osservazioni tecniche, che approfondiremo in una successiva serie di tavoli seri e costruttivi che intendiamo aprire essendo il Comune di Orvieto l'interlocutore principale. La comunicazione in questo caso è importante, non solo quella fatta con la commissione, ma quella che dovremo fare in progress nel continuo approfondimento del problema anche con le associazioni ambientaliste e la società locale". Dello stesso avviso il Presidente della Commissione, Gialletti, che ha sottolineato il fatto che "il sito de ‘Le Crete" sta nel comune di Orvieto, quindi benefici e disagi prima di tutti li hanno i cittadini orvietani".

Di seguito il resto del dibattito come riportato dall'Ufficio Stampa del Comune di Orvieto.

Guido Turreni (PdL): "la nostra linea in campagna elettorale era quella di risolvere il problema dei rifiuti con infrastrutture ed impianti secondo le tecnologie più avanzate in linea con la sostenibilità ambientale. Osservo però che le discariche e gli impianti si smaltimento rifiuti dovrebbero essere fatti a servizio di una zona industriale ed inserirsi nel contesto di un sistema di sviluppo economico che determina la competitività di un territorio rispetto ad un altro. Secondo questo assunto, il nostro territorio non avrebbe bisogno di una discarica! Sarebbe ridicolo però che oggi non si affrontasse la questione. A livello tecnico non ho le conoscenze per sindacare il progetto che peraltro è chiaro. Abbiamo un PRG che si deve adeguare al PRR, le decisioni sono state prese da altri, quindi il problema che segnalo è politico".

Leonardo Mariani (PD): "quale sarebbe lo scenario nel caso dello slittamento dei tempi della RD. Che termini di incremento occupazionale ci sono per il territorio? Quali possibilità ci sarebbero per l'impianto sul territorio di industrie che utilizzino materiali di riciclo? Se la RD fosse molto spinta cosa comporterebbe una RD che arriva al 100%?".
Custodi: "in tempi brevi dobbiamo sapere cosa accade al processo autorizzativo per la sopraelevazione rispetto perché in caso di non accoglimento, dovremmo comunque procedere all'innalzamento del nono gradone (l'8° sta andando ad esaurimento)".

Angelo Ranchino (Orvieto Libera): "gli aspetti tecnici sono connessi alle questioni politiche. Ci sono scelte fatte già a monte. Se in passato è stata fatte una scelta non è però scontata nel futuro, quindi è giusto discutere perché non sempre le esigenze di carattere economico vanno di pari passo con quelle del territorio. Teoricamente, dei consorzi di Comuni potrebbero essere attori del processo della gestione del sistema dei rifiuti. Le riflessioni sono tutte aperte. Il tavolo di discussione con Sao/Acea potrà essere molto opportuno. Effettivamente è un impianto unico. Forse si poteva fare meglio. Inoltre, in un contesto di dimensione d'ambito in cui l'impianto si inserisce, questo è dimensionato correttamente o sovradimensionato? Va ad assolvere ad una previsione industriale di qui a 50 anni? Quale ricaduta è prevista sul territorio dal punto di vista imprenditoriale in termini di lavori per la messa in esercizio, per la fase di gestione e in che modo si può compensare in forma diretta l'impatto ambientale in termini economici?".

Pizzo (UdC): "il bacino dei rifiuti dei Comuni può essere più o meno ampliato. Si può andare oltre l'ambito della provincia?".

Tonelli (PDCI): "ritengo opportuno l'incontro odierno che forse andava fatto prima. Chiedo che si formalizzi la visita all'attuale impianto. A livello tecnico ci sono due elementi fondamentali: il quadro di riferimento regionale che da aspettative legittime al soggetto imprenditoriale e il quadro di riferimento territoriale. La RD va accelerata perché verrebbe meno la convenienza economica del progetto, di cui è un anello fondamentale. Chiedo ai rappresentanti istituzionali di provincia e regione se già ci sono dei presupposti e se esistono fondi per implementare la RD".

Stopponi (RC): "apprezzo l'illustrazione puntuale e attenta del progetto. Non esprimo una posizione politica pregiudiziale, ma l'argomento di cui si discute dal punto di vista dell'impianto cozza con la nostra filosofia: si punta all'impianto industriale di smaltimento rispetto alla riduzione dei consumi o al consumo consapevole e al riuso. Capisco le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste e dei singoli che devono prendere delle decisioni in Consiglio comunale. D'altra parte le esigenze dell'imprenditore devono essere armonizzate con una cultura diversa. Sui rifiuti non pericolosi, è stata fatta una tabella che è stata ampliata enormemente, quindi quali sono oggi i rifiuti non pericolosi da conferire in discarica? Perché non attivare una partecipazione come osservazione costante dei rappresentanti di cittadini di cui facciano parte le associazioni ambientaliste? Come affrontiamo il problema dell'inquinamento indotto dalla quantità dei mezzi di trasporto che prevediamo possano aumentare? Come affrontiamo le varie questioni a livello di organizzazione del territorio? Potrebbe essere affrontato il tema del conferimento immediato da parte dei Comuni, evitando il viaggio di mezzi maleodoranti? Come lavoriamo per utilizzare i benefici che Sao intende produrre con energia e compost di qualità?".

Gialletti (PSI): "chiarimenti tecnici e di impostazione molto importanti sull'impianto industriale ‘Le Crete'. Una scelta molto intelligente fatta alcuni anni fa. Ora c'è una realtà industriale, vecchia, destinata all'ammodernamento. Insieme alla Provincia e alla Regione e alla società dobbiamo trovare un equilibrio in tutti i sensi. La RD che è legata a questo tipo di impianto ha dei costi importanti, di qui la domanda: chi mette i soldi per la RD? Questi costi devono essere visti in equilibrio rispetto alle esigenze della città: spazzamento delle strade, servizi rimasti alla vecchia convenzione temi che sono oggetto della rinegoziazione del rapporto Sao/Acea. Le associazioni ambientaliste hanno svolto un importante lavoro propositivo, ed è evidente che il terzo calanco va inserito adeguatamente nella città e nel territorio. Tornando all'ambito, anche Terni e il ternano avrebbero problemi. Di tutto questo va tenuto conto senza mettersi in concorrenza. Auspico scelte equilibrate perché contro il popolo non si fa nulla".

Assessore provinciale Fabrizio Bellini: "l'audizione ha dato modo di capire quale è il disegno di massima proposto da Sao al territorio e quali sono gli scenari politici. La mia considerazione è che quando parliamo di gestione dei rifiuti e di ambiente dobbiamo necessariamente rifarci ad un quadro che va al di là delle prospettive che dobbiamo traguardare, avendo la capacità di trovare un punto di equilibrio in una provincia piccola di una regione pure piccola. Il baricentro è sposato verso Terni che rappresenta il 50% della massa critica di questa provincia. Quindi si deve compiere uno sforzo ulteriore: siamo di fronte ad un interlocutore imprenditoriale credibile e serio che presenta un progetto in forma ineccepibile. Sao/ACea partono da un percorso che inizia dal PRR che è pubblico con progetto che rappresenta la soluzione del problema. C'è il resto: un pezzo del problema è il camino unico di Terni. In questo contesto si deve andare al riequilibrio. Il punto non è impostare la guerra tra una parte e l'altra della provincia, né i rifiuti possono viaggiare da una parte all'altra della provincia, infatti il sistema dei trasporti va soppesato. Cerchiamo quindi di concepire un progetto che dia spazio a tutti e che dia effetti tangibili. L'audizione di oggi non è un punto di arrivo, ma traguardo intermedio che è utile ad aprire il ragionamento mettendo insieme un micro sistema provinciale, valutando i punti di forza e di debolezza alla ricerca di un punto di equilibrio. Al di là degli interessi specifici del pubblico e del privato, ci sono le condizioni per arrivare a questo risultato. In questo senso, la Provincia svolge un ruolo intermedio importante".

L'Assessore all'Ambiente Roberta Tardani ha sostenuto che era "doveroso mettere al corrente tutti i consiglieri e la commissione di questo progetto che ci coinvolge direttamente. Si tratta di decisioni complesse per tutto il territorio. Abbiano già avviato incontri tecnici con Acea perché abbiano la necessità e la volontà di approfondire il progetto, facendo un'analisi dei flussi per valutarne la sostenibilità e la coerenza con i fabbisogni del territorio. Ci stiamo avviando verso una politica dei rifiuti virtuosa che fa del conferimento in discarica un fatto residuale".

Il rappresentante della Regione Pierluca Proietti ha riassunto la politica di incentivi alla RD da parte della Regione, finalizzata a sostenere il servizio di RD su tutto il territorio umbro. Più recentemente sono stati stanziati 2 mln e 800 mila euro che saranno attribuiti agli Ati. Ha poi precisato che "il PRR individua ‘Le Crete' tra le tre discariche strategiche dell'Umbria insieme a Belladanza E Borgo Giglione ma che non sarà mai l'unica discarica dell'Umbria".

Il responsabile di Sao Giorgio Custodi ha replicato ai vari quesiti posti evidenziando, tra l'altro, che "il documento di pianificazione regionale è il solo punto di riferimento che dice di implementare certi trattamenti. Il PRR ha fatto un'analisi delle tecnologie esistenti che hanno dato comprovata dimostrazione dei risultati, invitando gli attuali gestori di impianti di frazione organica di implementare le frazioni di gestione anaerobica ritenuta più idonea. A garanzie della qualità di rifiuti conferiti nell'impianto di Orvieto, oltre al controllo Sistri che prenderà avvio a ottobre sarà attivata la gestione Emas data dagli enti di controllo che costringe alla pubblicazione dei controlli che vengono effettuati. Quanto ad ubicare la discarica su altri siti non rivolti verso Orvieto, bisogna capire che tipo di argilla c'è. Esiste una impiantista preesistente e prima di andare a realizzare altrove continuiamo sull'esistente". Rispetto alle ricadute sul territorio ha affermato che "alla realizzazione del progetto possono concorrere le imprese edilizie e termoidrauliche locali, così come sta avvenendo per il riambientamento della porzione finita della discarica. Una partita ulteriore, oltre all'agio che il Comune percepisce riguarda le forme di compensazione ambientale di cui l'attore principale è il Comune di Orvieto". Sui temi dell'abbattimento dei consumi e della produzione di energia da compost ha evidenziato che il compost di qualità viene ridestinato all'agricoltura. In tal senso, verrà costituito un comitato tecnico-scientifico che avvierà percorsi di certificazione di questo prodotto. Primo anello di un circuito virtuoso per il ritorno all'agricoltura.

Pubblicato da Vieteno il 24 settembre 2010 alle ore 07:26
Una cosa certa: la differenziata non partir o comunque non raggiunger i limiti di legge, mentre i calanchi verranno riempiti ben prima delle previsioni indicate da SAO.
Pubblicato da orvietano il 04 ottobre 2010 alle ore 20:01

Tutte belle parole, inceneritore, raccolta differenziata, ma oramai sentite da troppo tempo. soluzioni o fumo negli occhi, forse tra 20 o più anni arriveremo ad avere anche noi la raccolta differenziata ed inceneritori puliti che non producono diossina, ma fino ad allora, la certezza purtroppo, è una sola: terzo calanco cantierabile = Orvieto città pattumiera dell'umbria per rifiuti normali e speciali. I danni saranno enormi per il turismo, il vino, l’economia, il patrimonio e l'immagine della città. Ma per alcuni gli interessi a breve sono enormi 2.500.000 di metri cubi per 110 euro al metro cubo e molto di più per i rifiuti speciali, ma gli Orvietani riceveranno solo danni.. La beffa finale: mentre i calanchi si riempiono la Tarsu aumenterà perchè ad Orvieto la raccolta differenziata non arriva al 10%, per qualcuno forse è molto più conveniente portarli alla discarica. E i nostri politici ancora giocano agli Indiani parlando con segnali di fumo, per annebbiare la realtà.

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