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Via della Cava, entro giugno in arrivo i rallentatori di velocità

mercoledì 19 maggio 2010

Le particolari caratteristiche della strada della Cava: la pendenza, la pavimentazione in sampietrini che la rendono particolarmente viscida con la pioggia e, soprattutto, un contesto urbano e architettonico del quartiere medievale che impone interventi a basso impatto, suggeriscono l'adozione di un primo provvedimento soft per contrastare il fenomeno della velocità delle auto in uscita dalla città. E' quanto è emerso dalla recente assemblea pubblica promossa dal Consiglio di Zona del Centro Storico a cui hanno partecipato l'Assessore alla viabilità Felice Zazzaretta, il Comandante della Polizia Municipale T.C. Mauro Vinciotti e molti cittadini. Nel corso dell'assemblea è stato presentato e condiviso il progetto della nuova disciplina della viabilità di via della Cava che verrà attuato - in via sperimentale e con la riserva dell'effettiva efficacia - entro il prossimo mese di giugno.

"Si tratta di una serie di interventi - spiega l'Assessore Felice Zazzaretta - che comporteranno anche l'installazione di rallentatori di velocità al fine di impedire che i veicoli guadagnino velocità nella discesa che è già particolarmente ripida e che, specie con la pioggia, diventa oltremodo viscida. E' necessario evitare, infatti, che i veicoli acquistino velocità così da impedire brusche frenate facendo perdere il controllo del mezzo".


"La proposta che ha messo d'accordo tutti - precisa - è quella di sperimentare l'introduzione sull'intero tracciato di via della Cava di una serie di rallentatori della velocità, a partire dalla parte finale di via Filippeschi in modo tale che le auto arrivano già rallentate all'inizio della discesa. L'interruzione in più punti della velocità dei veicoli servirà a farli camminare ad una velocità di sicurezza sia per gli stessi automobilisti che per i pedoni. Questa soluzione sarà sperimentale in quanto è soggetta ad un monitoraggio costante per valutare le eventuali soluzioni definitive". "E' una scelta condivisa - conclude - perché media una serie di esigenze, è a basso impatto rispetto alla singolarità urbanistica del sito e perché è la più facile da rimodificare, qualora ve ne sarà l'esigenza. Infatti, non è da escludere che in prospettiva, una volta che gli automobilisti si saranno abituati agli inevitabili rallentamenti, tali accorgimenti possano trasformarsi in attraversamenti pedonali rialzati".

 

 

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