ambiente

Abbandono ripetuto di amianto a costo zero in varie zone periferiche. A pagarne le conseguenze la collettività

lunedì 19 ottobre 2009
di laura
Abbandono ripetuto di amianto a costo zero in varie zone periferiche. A pagarne le conseguenze la collettività

Sono stati giorni impegnativi, questi della settimana appena trascorsa, per i quadri organizzativi e gli operatori ecologici di Sao-Acea. A destare preoccupazione e a determinare un surplus di lavoro è stata al solito l'inciviltà, questa volta particolarmente rischiosa, di qualche soggetto impegnato a smaltire eternit, e quindi amianto, a costo zero.

A partire dallo scorso lunedì, infatti, in giornate diverse, gli operatori di turno per il consueto giro di raccolta dei rifiuti ordinari si sono trovati di fronte, in varie zone del territorio orvietano, pezzi di eternit frantumati e abbandonati in più luoghi o accanto a vari cassonetti. Gli inconsueti e rischiosi rinvenimenti sono avvenuti nei pressi del Ponte di Romealla, in zona Badia, al bivio di Ponte Giulio e in Via delle Acacie, al solito bersagliato incrocio tra la zona artigianale e il bivio verso Osarella.

Come è noto, è proprio una volta frantumato che l'eternit disperde amianto e diventa pericoloso. In questi frangenti, come del resto nel caso di abbandono di rifiuti speciali anche meno pericolosi, gli operai non possono intervenire, per la normativa sulla sicurezza, né con i consueti mezzi meccanici né, tanto meno, manualmente. Si è dovuto pertanto ricorrere a personale specializzato munito di apposita attrezzatura di sicurezza (tuta, maschera e guanti) che ha provveduto a recintare e coprire con materiale plastificato i vari punti di dispersione, in attesa del via della Asl dopo i rilevamenti del caso. Fatto singolare, che illumina su quanta scarsa consapevolezza ambientale ci sia da parte di molti, le paline e il telo plastificato che erano stati posti a presidio del materiale pericoloso di via delle Acacie, sono stati rimossi e probabilmente rubati, chissà per quale uso, da qualche incosciente.

In questi casi, i costi supplementari, da parte di Sao-Acea, vengono addebitati all'amministrazione comunale e, di conseguenza, alla massa dei cittadini. L'episodio fa pensare a qualcuno che deve aver rimosso qualche tettoia e ha pensato bene di disperderla in vari punti del territorio piuttosto che rivolgersi alle ditte specializzate del caso. La rimozione di eternit, infatti, che neanche Sao-Acea è abilitata a ricevere e trattare, è molto costosa e può arrivare, in qualche caso, fino a novecento/mille euro a metro quadro. Un modo fortemente rischioso di risparmiare, dunque, estremamente pericoloso per chi lo pratica e per chi lo subisce, i cui rischi e costi si riversano sulla collettività. Che dire? Non c'è davvero limite all'inconsapevolezza o, peggio, alla più stolta e consapevole inciviltà.

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