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No al cemento. Sottoposta a vincolo la chiesa di S. Nicola a Ficulle

giovedì 26 marzo 2009
No al cemento. Sottoposta a vincolo la chiesa di S. Nicola a Ficulle

Importante vittoria del Comitato per la Tutela e Valorizzazione delle Valli del Chiani e Migliari (CO.CHIA.MI). La sottoposizione a vincolo dell'area limitrofa alla Chiesa di S. Nicola al Monte Orvietano e Badia di S. Nicola al Monte, impedisce nei fatti quanto inizialmente previsto dal comune di Ficulle, in occasione del rinnovo del PRG in itinere, che conteneva la previsione di una macroarea turistico- residenziale a ridosso della citata Badia di ben 7.000 metri cubi di nuovo cemento.

Il vincolo in particolare vieta la costruzione di fabbricati ex-novo; per l'edificato esistente gli aumenti delle volumetrie, da realizzare utilizzando materiali e forme tipiche dei luoghi, sono quelli previsti dalla normativa in materia vigente, dopo approvazione della Soprintendenza competente. E' previsto inoltre il divieto assoluto di modificazioni orografiche, fatto salve piccole sistemazioni esterne adeguatamente rinaturalizzate e realizzate esclusivamente con tecniche di ingegneria naturalistica.

Su richiesta del Comitato per la tutela e valorizzazione delle valli del Chiani e Migliari (Co.Chia.Mi.) il 30 gennaio scorso la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria ha apposto il vincolo e quindi la colata di cemento non ci sarà, con grande soddisfazione dei cittadini di Ficulle e Parrano impegnati nella tutela e valorizzazione della valle del Chiani, uno dei paesaggi più significativi dell'intero Orvietano, "recentemente oggetto - afferma una nota stampa del Comitato - di un ulteriore attacco realizzato dalla previsione di una centrale a biomasse per iniziativa del sindaco di Montegabbione. Un'altra vittoria della cittadinanza attiva contro il degrado della politica, per una Italia migliore. Una citazione per la locale sezione orvietana di Italia Nostra per il sostegno dato nella vertenza".

La Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria ha apposto il vincolo in quanto ha "ritenuto necessario prescrivere distanze, misure ed altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili denominati Chiesa di S. Nicola al Monte Orvietano e Badia di S. Nicola al Monte, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e decoro". Ciò in quanto detti manufatti "rivestono singolarmente e nel loro insieme interesse pubblico particolarmente importante sotto il profilo storico-architettonico" per cui la tutela è necessaria a garantire" una piena azione di salvaguardia delle caratteristiche di prospettiva, luce, decoro per la pubblica godibilità dei detti beni".

Infatti- recita ancora il provvedimento- "i beni già in precedenza tutelati appartengono alla Badia di San Nicola al Monte Orvietano, conosciuta anche come Abbazia di san Niccolò, il cui fondatore e restauratore fu, nel sec. XI, San Romualdo dell'Ordine benedettino. Il camaldolese Magister Gratiano nei primi anni del XII secolo rivestì l'abito monacale nell'Abbazia; fu illustre giurista e fondatore del diritto canonico con il suo "Decretum Graziani". A partire dal 1118 il monastero entrò in possesso della famiglia Bulgari, conti di Marsciano, che lo trasformarono in un vero e proprio fortilizio con alte mura, torri con bertesche e piombatoi. La Chiesa è del tipo a sala, a navata unica, con portale gotico; il costruito della Badia, invece, è stato trasformato in case coloniche. Tale complesso di edifici storici conserva ancora immutato il proprio rapporto con la campagna circostante, come una unica entità, esempio purtroppo ormai molto raro di continuità spaziale e visiva. Ne scaturisce, quindi, un ambito visuale di interesse culturale meritevole della massima tutela". Motivazione e finalità principale del provvedimento- conclude la relazione di vincolo- "è conservare l'ambiente della Chiesa di San Nicola al Monte Orvietano e della Badia di San Nicola al Monte favorendone la fruizione e completandone la tutela".

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