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"Barbabella si sente il nuovo della politica orvietana. Una sparata grossa"

lunedì 13 maggio 2019
"Barbabella si sente il nuovo della politica orvietana. Una sparata grossa"

Riceviamo da Dante Freddi per lo Staff del candidato sindaco Giuseppe Germani, e integralmentre pubblichiamo:

Il comunicato diffuso dal candidato Franco Raimondo Barbabella che se la prende con « la vecchia politica» è davvero suggestivo,  stimola battute argute, ma per rispetto nei confronti di un vecchio amico che ha condiviso con la sinistra prima e con il centrosinistra poi tutta la sua lunga carriera politica, tenteremo di astenerci.

Tenteremo, tenteremo di astenerci, ma diavolo, ha esagerato e non abbiamo argomenti concreti su cui controbattere. Su quale idea di città potremmo confrontarci? sul fumo di una progettazione che non sa trovare soluzioni concrete e che si ferma all’affermazione che ci vuole visione? Sì, quasi tutti hanno una  visione, a parte Tardani e i suoi, ma poi, oltre alla cornice, i disegni della realtà, i problemi, li risolviamo come ha fatto Barbabella con la Piave da presidente di RPO? un mucchio di quattrini buttati via, uno dei motivi che ha contribuito alla vittoria della destra nel 2009.

Il nostro amico, che pensa di essere il nuovo, ha governato la città in tempi felici, quelli della legge sulla Rupe, quando si gestiva la ricchezza. Poi è stato consigliere con Cimicchi e Mocio, proprio negli anni in cui purtroppo si producevano debiti, e non ci risulta che in quei dieci anni abbia votato contro i bilanci o affrontato il problema finanziario da capogruppo del suo partito. Forse discutere di quattrini è troppo meschino per menti raffinate, che volano alto. La sua pervicacia nel proporsi come intatto e fiammante è tale che non si rende conto di tale assurdità, pensa che raccontarla grossa, grossissima, offuschi la realtà che tutti conosciamo. Ha raccolto nelle sue liste tanta gente nuova, e questo è positivo per la politica, ma anche residui di lotte politicanti, gente di destra e sinistra che non ha trovato spazio nei partiti in cui militava, qualcuno si candida addirittura per il quarto mandato.

Alla faccia del nuovo. Quanto alla dipendenza da poteri esterni, pensando che si riferisca alla classe dirigente regionale, Giuseppe Germani è un esempio chiaro di affermazione civica e se è candidato è davvero per “tigna”, sua e dei suoi collaboratori, che non ha voluto abbandonare dopo cinque anni di proficua esperienza amministrativa. La prossima uscita dell’amico Franco Raimondo Barbabella, se fosse dedicata ad affrontare qualche tema su cui confrontarci davvero anziché su amenità, saremmo davvero felici e partecipi e interessati.
Ma comprendiamo che ci vuole anche un po’d’allegria, non si può essere sempre seri.

 

 

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